2022, un nuovo patto di cittadinanza.

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Con l’elezione del Presidente della Repubblica emergerà il nuovo assetto politico-istituzionale che il nostro Paese assumerà nelle prossime settimane. Le forze politiche sono chiamate a fare la loro parte, individuando una figura davvero “istituzionale” e una scelta davvero condivisa. Nel pieno della quarta ondata, il Paese non potrà permettersi i 23 scrutini che occorsero per eleggere Giovanni Leone (o i 20 di Pertini).

 

Gabriele Papini

 

Mettiamola così: nel 2022 avremo tutti inevitabilmente un anno in meno. Come nelle gare ciclistiche, talvolta il tempo può essere neutralizzato. Perché non può accadere anche nella vita civile? Ciò non vuol dire, naturalmente, che l’anno appena trascorso (come il precedente) debba essere dimenticato per una particolare quanto improbabile terapia dell’oblio. In tempi pre Covid avremmo senz’altro azzardato bilanci prevedibili dell’anno uscente e timidi pronostici su quello entrante. Oggi ci domandiamo: a che punto è la notte della pandemia? Nel 2022 un po’ più d’umiltà anche nelle previsioni potrebbe non essere inutile, assieme a una dose “booster” di solidarietà nei confronti di chi è stato colpito dalle conseguenze economiche e sociali di lungo termine causate della pandemia. In altre parole, occorre pensare a un rinnovato patto di cittadinanza.

 

Ognuno di noi ha una responsabilità maggiore nei confronti degli altri. Sia perché, nell’osservanza delle regole, deve continuare a tutelarli. Sia perché non si può pensare seriamente che la salute non abbia un costo (che qualcuno dovrà pur pagare) né ritenere che ci si possa indebitare senza limiti con uno Stato sociale che continua a proteggere e sussidiare tutti.

 

Se il 2022 si fosse aperto senza la prospettiva di una vaccinazione “integrale” saremmo stati senz’altro più tristi e indifesi. Invece è stata una vittoria della scienza e del progresso, oltre che dell’organizzazione della macchina statale. Il completamento della “terza dose” del ciclo vaccinale – assieme ad una auspicabile mitigazione della variante Omicron in primavera – sarà il sigillo del nuovo patto di cittadinanza. L’altro grande “sigillo” è il nuovo assetto politico-istituzionale che il nostro Paese assumerà nelle prossime settimane. Nell’ultimo discorso di fine anno del suo settennato, il Presidente Sergio Mattarella ha tracciato un ideale identikit delle necessarie caratteristiche del suo successore: dovrà “spogliarsi di ogni precedente appartenenza e farsi carico solo del bene comune”. Il Capo dello Stato ha anche sottolineato la certezza che “l’Italia crescerà quanto più avrà coscienza del comune destino del nostro popolo e dei popoli europei”.

 

Le forze politiche sono dunque chiamate a fare la loro parte, con responsabilità, individuando una figura davvero “istituzionale” e una scelta davvero condivisa. Nel pieno della quarta ondata, il Paese non potrà permettersi i 23 scrutini che occorsero per eleggere Giovanni Leone (o i 20 di Pertini). Si dice che la fretta è nemica del bene, ma in questo caso bisognerà fare “presto e bene”.

 

Buon anno a tutti.