Terrorismo, ritorsione, legittima difesa, guerra e pace. Il discorso del card. Martini dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2001.

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Nellintervista al «Corriere della Sera» il Papa ha fatto riferimento al discorso rivolto il 6 dicembre 2001 alla città di Milano dallallora cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini. Ne pubblichiamo di seguito uno stralcio – la parte conclusiva: Alcuni imperativi immediati – rinviando al link a fondo pagina per leggere il testo integrale.

 

 

Carlo Maria Martini

 

  1. Abbiamo anzitutto un grande bisogno di percepire dentro di noi una fontana zampillante di pace che ci apra alla fiducia nella possibilità di passi concreti e semplici verso un cambiamento di stile di vita e di criteri di giudizio, unica via a un cammino serio di pace. Evitiamo di lasciarci intorpidire da un clima consumistico prenatalizio che rischia di farci rimuovere le domande serie emerse da questi fatti drammatici.

 

  1. Per evitare di essere trascinati, anche non intenzionalmente, in uno scontro di civiltà, occorrerà esercitarsi nell’arte del dialogo, che parte da una chiara coscienza della propria identità e della ricchezza dei linguaggi con cui esprimerla e renderla accessibile smontando i pregiudizi, i cavilli e le false comprensioni.

 

  1. Per questo sarà importante imparare a conoscere le altre religioni, in particolare l’Ebraismo e l’Islam, scrutando di ciascuna la storia, letteratura, le ricchezze spirituali, le profondità mistiche, il pluralismo espressivo, anche quello sociale e politico.

 

  1. Ma soprattuto occorrerà educare a gesti, pensieri e parole di perdono, di comprensione e di pace, usando tolleranza zero per ogni azione che esprima sentimenti di xenofobia, di antisemitismo, di minor rispetto di qualunque sentimento e tradizione religiosa. Questo richiede che anche gli altri rispettino e apprezzino quei segni religiosi che sono stati e sono tuttora per noi la via e il simbolo che ci permette oggi di offrire a tutti ospitalità e pace.

 

  1. È superfluo ricordare quanto la scuola e l’università siano chiamate a educare al dialogo, al confronto sereno, per aiutare a riflettere motivatamente sui gravi problemi in discussione a livello internazionale ma anche nazionale e regionale (e non soltanto perciò sui temi della pace e della guerra, ma anche oggi su temi per noi gravi e urgenti come la giustizia e la sanità). Grande sarà in questo senso il compito e la responsabilità dell’autonomia scolastica.

 

Ci conforta e ci fa ben sperare l’anniversario che si ricorderà domani, quello dell’apertura, 80 anni fa, proprio a pochi metri da questa Basilica di Sant’Ambrogio, in via Sant’Agnese, dei corsi della neonata Università Cattolica del Sacro Cuore. Incominciò con 68 iscritti. Oggi sono oltre 40.000. Auguriamo ad essi e a tutti i giovani del mondo di essere, per il millennio che inizia, come le “sentinelle del mattino” che annunciano il giorno della tanto desiderata pace.

 

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 3 Maggio 2022

 

 

Il testo integrale del Cardinal Martini