Il card. Gualtiero Bassetti ricorda don Luigi Sturzo

Alcune di queste difficoltà le troviamo anche nel tessuto sociale della nostra Italia

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Il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha attualizzato – a braccio – la figura di don Luigi Sturzo, nell’omelia della messa celebrata oggi nella basilica romana dei Santi Apostoli.

“Oggi, a distanza di cento anni, questo appello risuona nell’animo di quanti hanno a cuore le sorti del Paese, ancora una volta lacerato e diviso; risuona nell’animo di quanti sentono quella spinta ideale che vede nella difesa della vita e nella promozione umana il motivo di fondo di ogni impegno sociale”

“Dobbiamo ringraziare il Signore per aver donato all’Italia e alla Chiesa don Luigi Sturzo, che è stato insieme un uomo di Dio e un sacerdote che si è fatto annunciatore e testimone dell’amore del Signore verso gli uomini”, le parole del presidente della Cei: “Con tutta la sua vita ha affermato il primato di Dio e ha pagato di persona il suo impegno per la verità, la libertà, la giustizia, l’amore e la pace. Egli ha vissuto una spiritualità incarnata nel contesto sociale del suo tempo ed ha esercitato la sua carità pastorale attraverso un impegno culturale, sociale e politico d’ampio respiro, animato dalla fede cristiana e ispirato al motto paolino, rilanciato da san Pio X, di instaurare omnia in Christo. ‘Nella mia vita – affermò più tardi il servo di Dio – ho chiesto incessantemente al Signore di essere sempre e soltanto, ovunque, sacerdote, alter Christus’”.

“Siamo di fronte alla storia di un uomo, di un sacerdote che ha percorso la strada della santità e dell’impegno cristiano attraverso un particolare impegno pubblico”, ha commentato Bassetti: “egli lo ha fatto per amore del Cristo che ha scorto sofferente nei suoi concittadini nudi e affamati, lo ha fatto per amore della Chiesa, nella compagine laicale del suo tempo fortemente divisa e in conflitto; lo ha fatto per il suo amato Paese, che vedeva preda delle fazioni più estreme, nell’oscuramento dei valori della dignità umana e del progresso civile”.

“Se non si sa rinunciare a qualcosa di grande, non potremo mai fare qualcosa di grande”.

La sua entrata in politica, ha proseguito il cardinale, “non fu un passo a cuor leggero, della politica vedeva anche i pericoli. Per questo la preghiera era accompagnata dalle lacrime”. “La dottrina sociale della Chiesa non è staccata né dalla morale, né dalla bioetica”,non si può essere “scolari negligenti”: “Se non sei uomo di preghiera e di spirito, non puoi annunciare Cristo, ma non puoi nemmeno annunciare la dottrina sociale della Chiesa”.

Quanto alle “difficoltà” incontrate da Sturzo, il presidente della Cei ha ribadito anche a braccio: “Alcune di queste difficoltà le troviamo anche nel tessuto sociale della nostra Italia”.

“Ricordando quell’ora intensa di preghiera, qui in questa insigne basilica chiediamo anche noi quest’oggi al Signore che volga il suo sguardo di amore e di misericordia sulla sua Chiesa e su tutta la società civile italiana perché possa ritrovare la via della concordia e della fraternità, e ogni uomo e ogni donna di questo Paese possa sempre veder riconosciuti i propri diritti nella solidarietà e nella giustizia”