A Gaza si combatte ancora. Come tremila anni fa.

Le considerazioni dell’autore assumono un significato ancora più forte nel momento in cui le parti aderiscono alla tregua proposta dall'Egitto e sostenuta dagli USA.

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Le considerazioni dell’autore assumono un significato ancora più forte nel momento in cui le parti aderiscono alla tregua proposta dall’Egitto e sostenuta dagli USA.

Sono passati quasi tremilacinquecento anni, eppure, in quel territorio che ormai conosciamo tutti come la Striscia di Gaza, si combatte ancora. Non più con le frecce ma con i fucili e i razzi. Non più con i carri a cavallo ma con i carri armati. La città di Gaza è, ancora una volta, la protagonista di una contesa millenaria. Una lotta che la vedeva protagonista importante anche nella Bibbia.

 

Nel Grande libro il suo nome compare in 23 versetti. Le tribù semitiche, tutte nemiche e tutte tra loro imparentate, si contendevano quel territorio strategico già allora. Le Scritture ce ne danno una descrizione fondamentale per la nostra riflessione: i confini dei popoli cananei “andarono da Sidon, in direzione di Gherar, fino a Gaza e in direzione di Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim fino a Lesa” è scritto nel libro della Genesi. Nel libro dei Giudici è scritto che i nemici di Israele: “si accampavano contro gl’Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino a Gaza e non lasciavano in Israele né viveri, né pecore, né buoi, né asini” mentre questi ultimi cercavano di riprendersi quanto gli era stato tolto: “Giuda prese anche Gaza con il suo territorio, Ascalon con il suo territorio ed Ecron con il suo territorio” (Giud., 1:18).

 

Il nuovo conflitto, esploso questo maggio, non è una guerra di religione, come alcuni ritengono, piuttosto un conflitto etnico-politico che ha radici lontane e che si è ripresentato negli ultimi settant’anni. E temo che, per tutti questi motivi, non potrà mai esserci la resa né dell’uno, né dell’altro. Israeliani e Palestinesi si fronteggiano costantemente in quello stesso territorio che “si torcerà dal gran dolore (Zaccaria, 9:5)” come si disperano i bimbi, gli anziani, le famiglie senza più tranquillità, né casa. Negli Atti degli Apostoli (Atti 8:26) un angelo scese sulla Terra e disse a all’apostolo Filippo: “Àlzati e và verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta”. E’ l’ultimo versetto biblico in cui compare il nome della “Striscia”.

 

Predisse come sarebbe rimasta: deserta.