A Palestrina per ricordare Maria Angela Guidi Cingolani: “Un esempio di donna da dare alle nuove generazioni”.

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La consigliera del Comune di Viterbo ha ricordato ieri, nella veste di rappresentante dell’Anci e davanti alle autorità cittadine, anzitutto il Sindaco Mario Moretti, la prima esponente femminile ad entrare in un Governo: “Una donna straordinaria, un esempio per le nuove generazioni. Il lavoro di riscoperta e divulgazione del suo lascito politico è appena agli inizi”.

 

Luisa Ciambella

 

Sono molto orgogliosa di essere riuscitamcome membro dell’Anci, insieme al Comune di Palestrina, ad organizzare questa giornata in ricordo di Maria Angela Guidi Cingolani. In soli 20 giorni abbiamo messo a punto l’evento, che è solo l’inizio di un percorso di approfondimento su questa donna di grande spessore morale e politico.

 

La sua opera è stata ammirevole, ma ciò non evita, purtroppo, che resti un po’ nell’ombra quanto da lei rappresentato e quanto ancora possa rappresentare, con i necessari adeguamenti, nelle vicende del tempo attuale. Certo si fatica a rintracciare nell’odierno dibattito storico-politico un’adeguata attenzione alla esperienza della Cingolani. Quando si citano le donne che hanno illustrato la Repubblica, subito si fa appello al ricordo di persone come Tina Anselmi e Nilde Iotti. Eppure, con il suo ingresso al Governo nel 1951, è stata lei – Maria Angela – a stabilire un salto di qualità circa il coinvolgimento femminile nelle istituzioni.

 

È per noi un dovere morale tramandare modelli positivi alle nuove generazioni come nel caso, appunto, di questa bella figura del cattolicesimo sociale e democratico.

 

Non amo declinare al femminile i sostantivi e i ruoli, tendenza ormai in voga nel mondo femminile e che, a mio giudizio, tende a non aggiungere nulla alla battaglia per l’affermazione delle donne, se non a farci indugiare più sull’apparenza che sulla sostanza. Ecco, è credibile che Angela Maria fosse preoccupata di come la chiamavano, se ‘sindaca’ o ‘sindaco’, allorché Scelba la propose ai compagni di partito come la più adatta a guidare la ricostruzione di Palestrina dopo i bombardamenti angloamericani che l’avevano quasi competamente distrutta? E prima ancora, poteva forse interrogarsi su come la si appellava, se ‘sottosegretario’ o ‘sottosegrataria’, quando, una volta entrata al Governo, ha sentito sulle sue spalle tutto il peso di rappresentare le donne italiane, allora percepite, anche in termini giuridici, semplicemente come “parte” del nucleo familiare o “appendice” del proprio marito?

 

Non era nella sua mentalità e nel suo stile, non era cioè espressione della sua autentica vocazione. Maria Angela è stata rivoluzionaria e moderna, avendo ingaggiato fin da giovane battaglie importanti come quelle per il lavoro, anche con il ricorso esplicito e diretto alla sindacalizzazione del lavoro mfemminile, per altro in tempi in cui il profilo delle lavoratrici era descritto e percepito nei termini di una pressoché evidente anomalia.

 

Ora, per noi l’impegno è quello di approfondire il tratto umano è la dimensione pubblica di Maria Angela. Magari, dopo l’estate, varrebbe la pena promuovere un seminario di studio. Non basta esercitarsi fugacemente nella commemorazione, sebbene anche di questo ci sia urgenza in un tempo che rende instabile e vacua la valorizzazione della memoria. Alle nostre spalle abbiamo un passato che esige rispetto ed umiltà: la prima cosa, necessaria per il riguardo che si deve a persone straordinarie, degne di essere appunto ricordate; la seconda, a specchio, per imparare a misurarci con esempi di elevato valore, sapendo che il più delle volte abbiamo molto da imparare.

 

Maria Angela Guidi Cingolani è stata una donna che si è posta all’attenzione di tutti e il suo splendido cursus honorum ne ha dato pienamente la misura. Indubbiamente, la sua fortuna è stata quella di aver incontrato uomini di singolare levatura intellettuale e politica, uomini che hanno dato un contributo decisivo alla costruzione della nostra Italia democratica. Tuttavia se De Gasperi – ed era De Gasperi! – l’ha voluta nel suo governo, ufficialmente varato il 26 luglio del 1951, è perché sapeva di poter contare sulla tempra e sull’intelligenza di una vera combattente. Non è stato un premio, ma un riconoscimento. E lei, Maria Angela, lo meritava.