ABBIAMO UN ORIENTAMENTO COMUNE SUL FUTURO DE “IL DOMANI D’ITALIA”? PROVIAMO A DEFINIRNE I TRATTI.

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Alcune domande, qui poste in modo succinto, indicano la necessità di un confronto rigoroso. Continua, attraverso questo contributo, il ragionamento collettivo sulle prospettive del nostro blog.

 

Armando Dicone

 

Ho letto con grande attenzione ed entusiasmo la lettera di Massimo Papini (http://www.ildomaniditalia.eu/cattolici-popolari-e-sociali-il-ruolo-decisivo-de-il-domani-ditalia-una-prima-risposta-a-massimo-papini/) al giornale online diretto da Lucio D’Ubalbo.

 

Condivido lo spirito di Papini, grazie al quale si rileggono le esperienze del passato – purtroppo per questioni anagrafiche non le ho vissute – stimolando tutta la nostra comunità, e nella fattispecie la redazione che generosamente ci ospita, ad avere un ruolo da protagonista nel dibattito pubblico e nel rilancio della nostra cultura politica. “È tempo di aprire un dibattito” dovrebbe essere il punto di partenza comune per chi come noi vuole capire, condividere, decidere ed agire.

 

Una prima risposta positiva alla lettera sopracitata, è arrivata da Giorgio Merlo, che con la visione politica che lo contraddistingue pone correttamente, almeno secondo me, un punto fermo sul posizionamento presente e futuro del possibile progetto culturale e politico: “La vera sfida politica sarà nel campo del Centro riformista, democratico e innovatore”. (http://www.ildomaniditalia.eu/cattolici-popolari-e-sociali-il-ruolo-decisivo-de-il-domani-ditalia-una-prima-risposta-a-massimo-papini/).

 

Nel mio piccolo, vorrei dare un umile contributo a questo interessante dibattito aperto su queste pagine ponendo a tutti noi, me compreso, alcune domande:

  • La necessità di giocare insieme un ruolo attivo nel dibattito pubblico e per un nuovo progetto culturale-politico, nasce dall’idea che esista una questione Popolare? (Non cattolica);
  • Riteniamo tutti conclusa la stagione della “polverizzazione” della nostra area politica? Non mi importa dire o sapere se la consideriamo positiva o negativa, mi basta sapere che la consideriamo definitivamente chiusa;
  • Siamo d’accordo cON Merlo circa il giusto (almeno per me) posizionamento al centro?
  • Siamo davvero tutti convinti, e quindi motivati, che sia utile all’Italia una nuova presenza organizzata dei Popolari? Costruendo un nuovo partito o partecipando ai partiti centristi esistenti?
  • Siamo tutti pronti a dare il nostro “contributo disinteressato” alla questione Popolare?

 

Queste sono, a mio avviso, le domande a cui dovremmo tutti insieme dare le giuste risposte per essere davvero protagonisti e non spettatori. Ringrazio ancora Massimo Papini per aver proposto a tutti noi lettori questo entusiasmante dibattito, Giorgio Merlo per aver indicato una via possibile d’impegno, la redazione de “Il Domani d’Italia” e il sempre disponibile ed instancabile direttore D’Ubalbo.