Addio a Tognoli, il ricordo di Mattarella e Martelli.

Cordoglio per la scomparsa di Carlo Tognoli

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Scomparso a 82 anni, Carlo Tognoli sarà ricordato per il sano riformismo che improntò la sua esperienza di Sindaco di Milano. Riportiamo di seguito due brevi commemorazioni, uno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’altro del direttore dell’Avanti, Claudio Martelli.

Mattarella

La notizia della scomparsa di Carlo Tognoli mi rattrista profondamente. Desidero esprimere anzitutto ai familiari la mia vicinanza in questo momento di dolore.
Tognoli è stato un sindaco che ha rappresentato molto per i milanesi. Ha guidato la città in una stagione difficile, di trasformazioni sociali e di riscatto dopo gli anni della violenza terroristica. Figlio della cultura del socialismo riformista, così radicata in quella realtà, ne è diventato a sua volta una espressione importante.
Dopo la lunga esperienza di sindaco ha portato la sua passione e le sue idee nel Parlamento italiano, in quello europeo e nel governo nazionale, dove ha assolto, per due volte, alla responsabilità di ministro.
La sua storia e il suo contributo resteranno nel prezioso patrimonio comune della città di Milano e del Paese.

Martelli

Addio Carlo Tognoli,
sei stato un grande sindaco per una grande Milano, un sindaco tra le cui opere non ci sono solo linee di metro e ristrutturazioni di quartieri, ma anche l’assistenza agli anziani e ai più poveri. Come sempre schivo e un po’ burbero, per riscaldare il Natale degli ultimi facevi apparecchiare su lunghe tavolate un risotto in piazza del Duomo così che almeno per un giorno gli invisibili fossero spettatori e attori al centro del più bel palcoscenico di Milano.
Bettino Craxi ti ha voluto sindaco preferendo un candidato delle periferie a quelli sponsorizzati dai quartieri alti e tu hai ripagato la sua fiducia onorando la più bella tradizione del riformismo e dell’autonomismo socialista. Socialista eri diventato a diciott’anni, socialista nenniano, cioè diverso, avverso, autonomo dai comunisti e da quei socialisti che applaudivano i carri armati sovietici mentre voi e noi trepidavamo per gli eroi della rivolta ungherese.
Quel che scegliesti di essere allora sei rimasto tutta la vita, fedele a un’idea che non è mai morta, che non può morire e non morirà.
Sei stato il primo ad accogliermi in una sezione della grande casa socialista e a guidarmi sulla sua strada maestra. Tu eri assessore e io responsabile cultura del PSI, tu sindaco e io segretario cittadino, poi tu ministro nel governo di cui io ero vice presidente.
Compagni e amici per cinquant’anni nella buona e nella cattiva sorte abbiamo entrambi appreso dal poeta e dalla vita a trattare il successo e l’insuccesso come due impostori. Quel che più conta c’è l’ha insegnato Pietro Nenni: “Fa quel che devi, accada quel che può”.
Ciao piccolo grande Carlo, mi manca tantissimo di non aver potuto abbracciarti.