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Senato della Repubblica - Comunicati di fine seduta
Aggiornato: 1 ora 1 min fa

Giovedì 16 Novembre 2017 - 909ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 16/11/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

Con 148 voti favorevoli e 116 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando un maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2942 di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale). Il testo passa alla Camera.

Il provvedimento contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020 e a correggere i conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis. Il testo originario prevede quattro tipi di interventi: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta "rottamazione" dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre; misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso; misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; misure per esigenze indifferibili, fra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. La Commissione bilancio ha approvato modifiche e integrazioni che riguardano il differimento dei termini per il pagamento delle rate della definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle esattoriali, la semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, il sostegno alla finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, il divieto di fatturazione a 28 giorni per gli operatori della telefonia, i cosiddetti certificati bianchi, l'ampliamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, la sicurezza dei trasporti, l'agevolazione del rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, il principio dell'equo compenso e l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti, l'uscita da scuola dei minori di quattordici anni. Alcuni temi (previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver) sono stati rinviati alla legge di bilancio.

Nella seduta di ieri il relatore, senatore Lai (PD), ha riferito sul provvedimento e si è svolta la discussione generale. Oggi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl, che recepisce le modifiche al decreto approvate in Commissione e apporta una correzione contabile e un'integrazione procedurale all'articolo 13-bis in materia di concessioni autostradali. Il Presidente Grasso ha trasmesso il maxiemendamento alla Commissione bilancio per l'esame dei profili di copertura finanziaria. La Conferenza dei Capigruppo ha organizzato il dibattito sulla fiducia e, preso atto dell'andamento dei lavori, ha posticipato a lunedì 27 novembre l'avvio dell'esame in Aula della legge di bilancio.

Alla discussione sulla fiducia hanno partecipato i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV), Divina (LN); Malan, Ceroni (FI-PdL), Barani (ALA) e Laura Bottici (M5S). Il Vice Ministro Morando ha accolto tre richieste di modifica al testo avanzate, sulla base della relazione tecnica, dal presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD). Nelle dichiarazioni di voto, tra coloro che hanno annunciato la fiducia, il sen. Langella (ALA) ha posto l'accento sulle novità introdotte in Commissione (divieto di fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche, regolamentazione fiscale per i lavoratori transfrontalieri, misure per il terremoto di Ischia, rateizzazione più lunga per la rottamazione delle cartelle, revisione dello spesometro, detrazione per malattie metaboliche congenite); il sen. Uras (Misto) ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto per affrontare alcune emergenze individuate in modo concorde; il sen. Zeller (Aut) ha apprezzato in particolare le norme sulle detrazioni, l'equo compenso, le farmacie nelle zone montane e le concessioni per l'autostrada del Brennero; la sen. Vicari (AP) ha approvato in particolare l'incremento del Fondo di garanzia per le imprese e il principio dell'equo compenso per i professionisti e ha difeso il divieto di commercializzazione on line delle sigarette elettroniche con nicotina. Il sen. Santini (PD) ha posto l'accento sulla crescita del Pil e sul raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2020. In dissenso dal Gruppo, il sen. Sacconi (AP) non ha partecipato al voto di fiducia. Tra coloro che hanno negato la fiducia, la sen. Bonfrisco (FL) ha imputato al Governo l'assalto alla diligenza, ovvero l'ampliamento delle norme di spesa, rivendicando all'opposizione il merito di un atteggiamento responsabile rispetto all'esigenza di un'adeguata copertura finanziaria; la sen. Comaroli (LN) ha criticato in particolare l'estensione dello split payment e ha ricordato che il decreto rimedia agli errori commessi dal Governo (introduzione delle clausole sull'IVA e sovrastima delle entrate della voluntary disclosure). La sen. Ricchiuti (Art.1-MDP) ha criticato il condono previsto all'articolo 1, i mancati stanziamenti per la sanità e per i treni pendolari, la sottrazione di fondi alla bonifica dell'Ilva, la bocciatura della proposta per abolire il superticket; il sen. Giovanni Mauro (GAL) ha criticato il carattere omnibus e l'orientamento propagandistico del decreto, denunciando la finta abolizione di Equitalia, l'inefficacia della voluntary discolsure, l'assenza di politiche per il Mezzogiorno. La sen. Petraglia (SI-Sel), pur condividendo l'intervento contro la depenalizzazione del reato di stalking e l'autorizzazione a produrre farmaci a base di cannabis, ha criticato le sanatorie del decreto e ha ricordato le numerose proposte del Gruppo che sono state respinte: misure per gli esodati, istituzione di una banca pubblica di investimenti per interventi organici sulle crisi aziendali, finanziamento aggiuntivo del fondo per l'occupazione a sostegno degli ammortizzatori sociali. Secondo il sen. Endrizzi (M5S), che ha criticato in particolare le norme su Alitalia e la concessione in regime di monopolio del gratta e vinci, il provvedimento elargisce favori, rimedia ad errori, affronta in modo superficiale alcune emergenze e lascia al prossimo Governo la pesante eredità delle clausole di salvaguardia sull'IVA. Pur esprimendo un giudizio complessivamente negativo su un provvedimento eterogeneo e sovradimensionato, il sen. Azzollini (FI-PdL) ha posto l'accento sul contributo determinante dato dall'opposizione alla riapertura dei termini per la definizione agevolata dei carichi fiscali.

Giovedì 16 Novembre 2017 - 909ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 16/11/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2942 di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale).

Il provvedimento contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020 e a correggere i conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis. Il testo originario prevede quattro tipi di interventi: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta "rottamazione" dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre; misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso; misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; misure per esigenze indifferibili, fra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. La Commissione bilancio ha approvato modifiche e integrazioni, che riguardano il differimento dei termini per il pagamento delle rate della definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle esattoriali, la semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, il sostegno alla finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, il divieto di fatturazione a 28 giorni per gli operatori della telefonia, i cosiddetti certificati bianchi, l'ampliamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, la sicurezza dei trasporti, l'agevolazione del rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, il principio dell'equo compenso e l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti, l'uscita da scuola dei minori di quattordici anni. Alcuni temi (previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver) sono stati rinviati alla legge di bilancio.

Nella seduta di ieri il relatore, senatore Lai (PD), ha riferito sul provvedimento e si è svolta la discussione generale. Oggi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl, che recepisce le modifiche al decreto approvate in Commissione e apporta una correzione contabile e un'integrazione procedurale all'articolo aggiuntivo in materia di concessioni autostradali. Il Presidente Grasso ha trasmesso il maxiemendamento alla Commissione bilancio per l'esame dei profili di copertura finanziaria. La Conferenza dei Capigruppo ha organizzato il dibattito sulla fiducia e, preso atto dell'andamento dei lavori, ha posticipato a lunedì 27 novembre l'avvio dell'esame in Aula della legge di bilancio.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Alessandra Bencini (Misto-IdV), Divina (LN); Malan, Ceroni (FI-PdL), Barani (ALA) e Laura Bottici (M5S). Il Vice Ministro Morando ha accolto tre richieste di modifica al testo avanzate, sulla base della relazione tecnica, dal presidente della Commissione bilancio, sen. Tonini (PD). Nelle dichiarazioni di voto, tra coloro che hanno annunciato la fiducia, il sen. Langella (ALA) ha posto l'accento sulle novità introdotte in Commissione (divieto di fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche, regolamentazione fiscale per i lavoratori transfrontalieri, misure per il terremoto di Ischia, rateizzazione più lunga per la rottamazione delle cartelle, revisione dello spesometro, detrazione per malattie metaboliche congenite); il sen. Uras (Misto) ha evidenziato il lavoro costruttivo svolto per affrontare alcune emergenze individuate in modo concorde; il sen. Zeller (Aut) ha apprezzato in particolare le norme sulle detrazioni, l'equo compenso, le farmacie nelle zone montane e le concessioni per l'autostrada del Brennero; la sen. Vicari (AP) ha approvato in particolare l'incremento del Fondo di garanzia per le imprese e il principio dell'equo compenso per i professionisti e ha difeso il divieto di commercializzazione on line delle sigarette elettroniche con nicotina. Il sen. Santini (PD) ha posto l'accento sulla crescita del Pil e sul raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2020. In dissenso dal Gruppo, il sen. Sacconi (AP) non ha partecipato al voto di fiducia. Tra coloro che hanno negato la fiducia, la sen. Bonfrisco (FL) ha imputato al Governo l'assalto alla diligenza, ovvero l'ampliamento delle norme di spesa, rivendicando all'opposizione il merito di un atteggiamento responsabile rispetto all'esigenza di un'adeguata copertura finanziaria; la sen. Comaroli (LN) ha criticato in particolare l'estensione dello split payment e ha ricordato che il decreto rimedia agli errori commessi dal Governo (introduzione delle clausole sull'IVA e sovrastima delle entrate della voluntary disclosure). La sen. Ricchiuti (Art.1-MDP) ha criticato il condono previsto all'articolo 1, i mancati stanziamenti per la sanità e per i treni pendolari, la sottrazione di fondi alla bonifica dell'Ilva, la bocciatura della proposta per abolire il superticket; il sen. Giovanni Mauro (GAL) ha criticato il carattere omnibus e l'orientamento propagandistico del decreto, denunciando la finta abolizione di Equitalia, l'inefficacia della voluntary discolsure, l'assenza di politiche per il Mezzogiorno. La sen. Petraglia (SI-Sel), pur condividendo l'intervento contro la depenalizzazione del reato di stalking e l'autorizzazione a produrre farmaci a base di cannabis, ha criticato le sanatorie del decreto e ha ricordato le numerose proposte del Gruppo che sono state respinte: misure per gli esodati, istituzione di una banca pubblica di investimenti per interventi organici sulle crisi aziendali, finanziamento aggiuntivo del fondo per l'occupazione a sostegno degli ammortizzatori sociali. Secondo il sen. Endrizzi (M5S), che ha criticato in particolare le norme su Alitalia e la concessione in regime di monopolio del gratta e vinci, il provvedimento elargisce favori, rimedia ad errori, affronta in modo superficiale alcune emergenze e lascia al prossimo Governo la pesante eredità delle clausole di salvaguardia sull'IVA. Pur esprimendo un giudizio complessivamente negativo su un provvedimento eterogeneo e sovradimensionato, il sen. Azzollini (FI-PdL) ha posto l'accento sul contributo determinante dato dall'opposizione alla riapertura dei termini per la definizione agevolata dei carichi fiscali.

Giovedì 16 Novembre 2017 - 909ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 16/11/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:35

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2942 di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale).

Il provvedimento contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020 e interviene per correggere i conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis. Il testo originario prevede quattro tipi di interventi: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta "rottamazione" dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre; misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso; misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; misure per esigenze indifferibili, fra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. La Commissione bilancio ha approvato numerose modifiche e integrazioni, che riguardano il differimento dei termini per il pagamento delle rate della definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle esattoriali, la semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, il sostegno alla finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, il divieto di fatturazione a 28 giorni per gli operatori della telefonia, i cosiddetti certificati bianchi, interventi sui livelli essenziali di assistenza sanitaria, norme sulla sicurezza dei trasporti, l'agevolazione per il rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, il principio dell'equo compenso e l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti, la responsabilità genitoriale rispetto all'uscita da scuola dei minori di quattordici anni. Alcuni temi (previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver) sono stati rinviati alla legge di bilancio.

Nella seduta di ieri il relatore, senatore Lai (PD), ha riferito sul provvedimento e si è svolta la discussione generale. Oggi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl, che recepisce le modifiche al decreto approvate in Commissione e apporta una correzione contabile e un'integrazione procedurale all'articolo aggiuntivo in materia di concessioni autostradali.

Il Presidente Grasso ha trasmesso il maxiemendamento alla Commissione bilancio per l'esame dei profili di copertura finanziaria e ha convocato la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il dibattito sulla fiducia.

Mercoledì 15 Novembre 2017 - 908ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 15/11/2017 - 10:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2942 di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale)

Il relatore, senatore Lai (PD), ha illustrato il provvedimento che contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020 e interviene per correggere i conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis. Composto di 21 articoli, il testo si articola su quattro direttrici: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta "rottamazione" dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre. La seconda direttrice è data dalle misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso. La terza priorità riguarda le misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; la quarta riguarda le misure per esigenze indifferibili di vario genere, fra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. Il relatore ha dato conto del lavoro costruttivo svolto dalla Commissione bilancio, che ha approvato numerose modifiche e integrazioni, alcune proposte dalle opposizioni; ha richiamato in particolare: il differimento dei termini per la definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle, la semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, le misure per la finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, il divieto di fatturazione a 28 giorni per gli operatori della telefonia, i cosiddetti certificati bianchi, gli interventi per migliorare i livelli essenziali di assistenza, le norme sulla sicurezza dei trasporti, l'agevolazione per il rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti e il principio dell'equo compenso. Il relatore, infine, ha ricordato i temi la cui definizione è rinviata alla legge di bilancio: previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Mandelli (FI-PdL) e Erika Stefani (LN), si è svolta la discussione generale, alla quale hanno partecipato i senatori Annamaria Parente, Stefania Pezzopane, Stefano Esposito, Borioli, Annalisa Silvestro, Emilia De Biasi, Micheloni, Filippi, Marcucci, Laura Fasiolo (PD); Lucidi, Cioffi, Puglia, Paola Nugnes, Buccarella (M5S); Candiani, Arrigoni (LN); Ceroni, Malan (FI-PdL); Casson, Cecilia Guerra (Art.1-MDP); Raffaela Bellot (Misto); Liuzzi (GAL); Boccardi, Mandelli (FI-PdL); Serenella Fucksia (FL); Milo (ALA); Orellana (Aut); Uras (Misto).

In replica il relatore si è soffermato sui condoni, le misure per i piccoli comuni e l'intervento per l'alluvione di Livorno. La replica del Governo è rinviata a domani.

Mercoledì 15 Novembre 2017 - 908ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 15/11/2017 - 10:19
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:33

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2942 di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (cosiddetto decreto fiscale)

Il relatore, senatore Lai (PD), ha illustrato il provvedimento che, da un lato, contribuisce a reperire risorse per la manovra di bilancio 2018-2020, e dall'altro interviene per la correzione dei conti del 2017 con riguardo alle minori entrate registrate per la collaborazione volontaria-bis. Composto di 21 articoli, il testo si articola su quattro direttrici: un pacchetto di misure fiscali, tra cui l'estensione della definizione agevolata dei carichi, la riapertura della cosiddetta "rottamazione" dei ruoli, l'estensione del meccanismo dello split payment, la sterilizzazione delle clausole IVA relative alle accise, l'estensione del credito d'imposta sulle campagne pubblicitarie e gli interventi fiscali in favore dei soggetti colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici dello scorso mese di settembre. La seconda direttrice è data dalle misure a sostegno delle imprese, tra cui il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gli interventi per la trasparenza societaria finalizzati a disciplinare le scalate ostili e le misure per la difesa da minacce esterne di imprese strategiche per il Paese, la modifica della disciplina del golden power con l'introduzione di soglie di possesso. La terza priorità riguarda le misure per la sicurezza, ovvero il rifinanziamento delle missioni internazionalie la rideterminazione dei piani di assunzione delle forze di polizia e del personale militare; la quarta riguarda le misure per esigenze indifferibili di vario genere, fra cui il rifinanziamento del Fondo occupazione e il monitoraggio delle misure di salvaguardia in materia pensionistica, la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana, la liquidazione della Croce Rossa italiana e il finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura. Il relatore ha dato conto del lavoro costruttivo svolto dalla Commissione bilancio, che ha approvato numerose modifiche e integrazioni, alcune proposte dalle opposizioni; ha richiamato in particolare: il differimento dei termini per la definizione agevolata, la riscrittura della disciplina della rottamazione delle cartelle, la revisione e semplificazione dello spesometro, l'incremento del fondo per interventi strutturali, le misure per la finanza degli enti locali, l'ampliamento degli interventi per le calamità naturali, i cosiddetti certificati bianchi, gli interventi per migliorare i livelli essenziali di assistenza, le norme sulla sicurezza dei trasporti, l'agevolazione del rientro in Italia del reddito prodotto dai cittadini emigrati all'estero, l'ampliamento dell'accesso ai confidi per i professionisti e il principio dell'equo compenso. Il relatore, infine, ha ricordato anche i temi la cui definizione è rinviata alla legge di bilancio: previdenza, nuovo assetto delle agenzie fiscali, deducibilità dei contributi, lavoratori socialmente utili degli enti locali e caregiver.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dai sen. Mandelli (FI-PdL) e Erika Stefani (LN), è iniziata la discussione generale.

Martedì 31 Ottobre 2017 - 907ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 31/10/2017 - 17:54
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 17:07

Il Presidente del Senato ha dato avvio alle sessione di bilancio, rendendo comunicazioni, ai sensi dell'art. 126, commi 3 e 4 del Regolamento, sul contenuto del ddl n. 2960 (legge di bilancio): il provvedimento appare nel complesso in linea con le prescrizioni della legge di contabilità e finanza pubblica, con riguardo al divieto di introdurre norme di carattere ordinamentale, fatta eccezione per alcuni articoli (15, 35, 89 comma 11, 99 e 102) che sono stati stralciati e formeranno un autonomo disegno di legge. Il Presidente ha deferito il ddl n. 2960 alla Commissione bilancio in sede referente e ha autorizzato le Commissioni a convocarsi.

Il Presidente Grasso ha poi dato lettura del messaggio con il quale il Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74, primo comma della Costituzione, ha chiesto alle Camere una nuova deliberazione sul ddl recante misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona e a grappolo, rilevando criticità all'articolo 6, relativo alle sanzioni.

Il Presidente Grasso ha informato, infine, l'Assemblea delle sanzioni (censura e interdizione a partecipare ai lavori per uno o due giorni) irrogate dal Consiglio di Presidenza integrato, ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento, in relazione agli episodi accaduti durante le sedute del 24 e 25 ottobre, dedicate all'approvazione della legge elettorale.

Martedì 31 Ottobre 2017 - 907ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 31/10/2017 - 17:54
Seduta Pomeridiana
Ora inizio: 17:07

Il Presidente del Senato ha dato avvio alle sessione di bilancio, rendendo comunicazioni, ai sensi dell'art. 126, commi 3 e 4 del Regolamento, sul contenuto del ddl n. 2960 (legge di bilancio): il provvedimento appare nel complesso in linea con le prescrizioni della legge di contabilità e finanza pubblica, con riguardo al divieto di introdurre norme di carattere ordinamentale, fatta eccezione per alcuni articoli (15, 35, 89 comma 11, 99 e 102) che sono stati stralciati e formeranno un autonomo disegno di legge. Il Presidente ha deferito il ddl n. 2960 alla Commissione bilancio in sede referente e ha autorizzato le Commissioni a convocarsi.

Il Presidente Grasso ha poi dato lettura del messaggio con il quale il Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74, primo comma della Costituzione, ha chiesto alle Camere una nuova deliberazione sul ddl recante misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona e a grappolo, rilevando criticità all'articolo 6, relativo alle sanzioni.

Il Presidente Grasso ha informato, infine, l'Assemblea delle sanzioni (censura e interdizione a partecipare ai lavori per uno o due giorni) irrogate dal Consiglio di Presidenza integrato, ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento, in relazione agli episodi accaduti durante le sedute del 24 e 25 ottobre, dedicate all'approvazione della legge elettorale.

Giovedì 26 Ottobre 2017 - 906ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 26/10/2017 - 10:49
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

Con 214 voti favorevoli, 61 contrari e due astenuti, l'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, i restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

Nella seduta di ieri sono stati approvati gli articoli. Questa mattina hanno svolto dichiarazione di voto finale a favore del provvedimento i sen. Manuela Repetti (Misto), Quagliarello (FL), Verdini (ALA), Calderoli (LN), Bruni (GAL), Zeller (Aut), Mancuso (AP), Paolo Romani (FI-PdL) e Zanda (PD). Hanno svolto dichiarazione di voto contraria i sen. Laura Bignami, Monti (Misto), Migliavacca (Art.1-MDP), Loredana De Petris (SI-Sel), Endrizzi (M5S) e Bertacco (Misto-Fratelli d'Italia). In dissenso dai rispettivi Gruppi, hanno svolto annuncio di voto i sen. Zinn (Aut), Sacconi (AP), Paola De Pin (GAL) e Amidei (FI-PdL).

I senatori favorevoli al ddl hanno evidenziato la necessità di superare le difformità tra i vigenti sistemi elettorali delle due Camere per avere maggioranze omogenee e scongiurare rischi di confusione e inefficienza istituzionale: colmare le lacune conseguenti alle sentenze della Corte costituzionale e approvare il testo, esito dell'unico accordo possibile tra maggioranza e forse di opposizione, è dunque un atto di responsabilità. Il sen. Verdini (ALA) ha rivendicato pienamente l'appoggio che il suo Gruppo ha offerto ai tre Governi della legislatura per assicurare stabilità politica e sterilizzare il radicalismo di sinistra e l'integralismo cattolico. Il sen. Calderoli (LN) ha evidenziato che il ddl soddisfa due criteri: la rappresentatività (circa due terzi dei seggi sono assegnati con sistema proporzionale) e l'identificabilità del candidato; la governabilità, invece, in un quadro politico tripolare non può essere garantita dalla legge elettorale. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha chiarito la posizione del suo Gruppo, che ha partecipato alla stesura di un testo equilibrato, ma non ha votato la fiducia ad un Governo che ha una politica estera debole e una politica economica sbagliata. Secondo il sen. Quagliarello (FL) il ddl, che consente di superare una situazione di illegittimità e di inerzia, ha il merito di incoraggiare le coalizioni. Il sen. Zanda (PD) ha ricordato che il testo è frutto di un delicato lavoro di mediazione; ha spiegato quindi che la questione fiducia è servita a evitare voti segreti e a favorire una chiara assunzione di responsabilità.

I Gruppi contrari al ddl hanno affermato che il ricorso a otto voti di fiducia per cambiare la legge elettorale secondo il calcolo delle convenienze, in prossimità delle consultazioni, non è un atto di responsabilità bensì un atto di arroganza mai accaduto nella storia del Paese. Il ddl sacrifica la rappresentanza senza garantire la governabilità: favorisce infatti apparentamenti senza un leader e un programma condiviso, destinati a disarticolarsi dopo le elezioni. La violazione dei principi costituzionali del voto eguale, personale, libero e diretto espone la legge a un'ulteriore bocciatura della Consulta. In particolare il sen. Migliavacca (Art.1-MDP) ha rilevato che esistevano alternative al Rosatellum: un proporzionale corretto sul modello tedesco avrebbe garantito elezioni più trasparenti. Secondo la sen. De Petris (SI-Sel) è un dovere etico e politico avanzare una proposta di sinistra, alternativa al PD, con un programma di difesa della democrazia sostanziale. Il sen. Endrizzi (M5S) ha rilevato che il Rosatellum è studiato appositamente per colpire il Movimento 5 Stelle e spianare la strada a un Governo di larghe intese.

La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che martedì 31 ottobre alle ore 17 inizierà la sessione di bilancio. La settimana dal 6 al 10 novembre sarà dedicata ai lavori della Commissione bilancio e all'esame in sede referente del decreto-legge in materia finanziaria che sarà discusso dall'Assemblea nelle sedute dal 15 al 17 novembre. I rapporti delle Commissioni permanenti alla Commissione bilancio saranno trasmessi entro la mattina di mercoledì 8 novembre. Dal 21 al 25 novembre l'Aula esaminerà la legge di bilancio. Le sen. Guerra (Art.1-MDP) e De Petris (SI-Sel) hanno stigmatizzato il ritardo del Governo nella presentazione della legge di bilancio, che non è stata ancora trasmessa al Senato. La proposta del sen. Endrizzi (M5S) di inserire in calendario il ddl sull'abolizione dei vitalizi è stata respinta.

Giovedì 26 Ottobre 2017 - 906ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 26/10/2017 - 10:49
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:34

Con 214 voti favorevoli, 61 contrari e due astenuti, l'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, i restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

Nella seduta di ieri sono stati approvati gli articoli.

Questa mattina hanno svolto dichiarazione di voto finale a favore del provvedimento i sen. Manuela Repetti (Misto), Quagliarello (FL), Verdini (ALA), Calderoli (LN), Bruni (GAL), Zeller (Aut), Mancuso (AP), Paolo Romani (FI-PdL) e Zanda (PD). Hanno svolto dichiarazione di voto contraria i sen. Laura Bignami, Monti (Misto), Migliavacca (Art.1-MDP), Loredana De Petris (SI-Sel), Endrizzi (M5S) e Bertacco (Misto-Fratelli d'Italia). In dissenso dai rispettivi Gruppi, hanno svolto annuncio di voto i sen. Zinn (Aut), Sacconi (AP), Paola De Pin (GAL) e Amidei (FI-PdL).

I senatori favorevoli al ddl hanno evidenziato la necessità di superare le difformità tra i vigenti sistemi elettorali delle due Camere per avere maggioranze omogenee e scongiurare rischi di confusione e inefficienza istituzionale: colmare le lacune conseguenti alle sentenze della Corte costituzionale e approvare il testo, esito dell'unico accordo possibile tra maggioranza e forse di opposizione, è dunque un atto di responsabilità. Il sen. Verdini (ALA) ha rivendicato pienamente l'appoggio che il suo Gruppo ha offerto ai tre Governi della legislatura per assicurare stabilità politica e sterilizzare il radicalismo di sinistra e l'integralismo cattolico. Il sen. Calderoli (LN) ha evidenziato che il ddl soddisfa due criteri: la rappresentatività (circa due terzi dei seggi sono assegnati con sistema proporzionale) e l'identificabilità del candidato; la governabilità, invece, in un quadro politico tripolare non può essere garantita dalla legge elettorale. Il sen. Paolo Romani (FI-PdL) ha chiarito la posizione del suo Gruppo, che ha partecipato alla stesura di un testo equilibrato, ma non ha votato la fiducia ad un Governo che ha una politica estera debole e una politica economica sbagliata. Secondo il sen. Quagliarello (FL) il ddl, che consente di superare una situazione di illegittimità e di inerzia, ha il merito di incoraggiare le coalizioni. Il sen. Zanda (PD) ha ricordato che il testo è frutto di un delicato lavoro di mediazione; ha spiegato quindi che la questione fiducia è servita a evitare voti segreti e a favorire una chiara assunzione di responsabilità.

I Gruppi contrari al ddl hanno affermato che il ricorso a otto voti di fiducia per cambiare la legge elettorale secondo il calcolo delle convenienze, in prossimità delle consultazioni, non è un atto di responsabilità bensì un atto di arroganza mai accaduto nella storia del Paese. Il ddl sacrifica la rappresentanza senza garantire la governabilità: favorisce infatti apparentamenti senza un leader e un programma condiviso, destinati a disarticolarsi dopo le elezioni. La violazione dei principi costituzionali del voto eguale, personale, libero e diretto espone la legge a un'ulteriore bocciatura della Consulta. In particolare il sen. Migliavacca (Art.1-MDP) ha rilevato che esistevano alternative al Rosatellum: un proporzionale corretto sul modello tedesco avrebbe garantito elezioni più trasparenti. Secondo la sen. De Petris (SI-Sel) è un dovere etico e politico avanzare una proposta di sinistra, alternativa al PD, con un programma di difesa della democrazia sostanziale. Il sen. Endrizzi (M5S) ha rilevato che il Rosatellum è studiato appositamente per colpire il Movimento 5 Stelle e spianare la strada a un Governo di larghe intese.

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera sta proseguendo oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini (Misto), Maurizio Romani (Misto-IdV), Micheloni (PD), Manuela Serra, Marton (M5S).

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera sta proseguendo oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini (Misto), Maurizio Romani (Misto-IdV), Micheloni (PD), Manuela Serra, Marton (M5S).

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

La discussione unica sulle fiducie, iniziata ieri sera, si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini, Uras (Misto); Micheloni, Giacobbe, Cociancich, Zavoli (PD); Manuela Serra, Marton, Lucidi, Barbara Lezzi, Santangelo, Laura Bottici, Crimi, Martelli, Airola, Cappelletti, Paola Taverna (M5S); Barozzino, Bocchino, Cervellini, Mineo (SI-Sel); Pegorer, Doris Lo Moro (Art.1-MDP), la quale ha annunciato l'uscita del Gruppo dalla maggioranza; Orellana (Aut), Di Maggio (GAL). I sen. Maurizio Romani (Misto-IdV) e Mazzoni (ALA) hanno dichiarato voto favorevole alla fiducia; il sen. Gasparri (FI-PdL), invece, pur condividendo la legge elettorale, ha negato la fiducia. In dissenso dal Gruppo, il sen. Chiti (PD) ha annunciato la non partecipazione al voto di una legge elettorale che prevede una quota esigua di collegi uninominali, il voto unico, la pluralità di soglie per l'accesso ai seggi, la possibilità per i residenti in Italia di candidarsi alla circoscrizione Estero, la nozione ambigua di "capo della forza politica". Il sen. Chiti ha osservato, infine, che la legge elettorale non era nel programma del Governo Gentiloni. Il sen. Napolitano (Aut), pur lamentando la mancata distinzione delle candidature nei collegi uninominali e plurinominali e pur non condividendo il ricorso alla fiducia, ha annunciato voto favorevole alla legge elettorale. I sentori di M5S, Art.1-MDP e SI-Sel hanno rilevato che il ricorso alla fiducia, per ratificare un'intesa extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi che prefigura un governo di larghe intese, rappresenta uno strappo istituzionale di inaudita gravità. Il cosiddetto Rosatellum, in continuità con il Porcellum e l'Italicum, indebolisce il legame tra cittadini ed eletti, generando un Parlamento debole e frammentato, composto di nominati dalle segreterie di partito. Il sistema non garantisce né la rappresentanza né la governabilità; manipola piuttosto l'intenzione di voto degli elettori con una serie di inganni: liste bloccate, pesca a strascico del voto, soglie incoerenti, coalizioni estemporanee prive di un programma di governo.

L'articolo 1 è stato approvato con 150 voti favorevoli e 61 contrari; l'articolo 2 è stato approvato con 151 voti favorevoli e 61 contrari; l'articolo 3 è stato approvato con 148 voti favorevoli e 61 contrari; l'articolo 4 è stato approvato con 150 voti favorevoli e 60 contrari. Prima della votazione dell'articolo 5 i senatori dei Gruppi M5S, SI-Sel e Art.1-MDP hanno abbandonato l'Aula. L'articolo 6 è stato approvato con 145 voti favorevoli e 17 contrari.

Le dichiarazioni di voto finale si svolgeranno domani.

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera, si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini, Uras (Misto); Micheloni, Giacobbe, Cociancich, Zavoli (PD); Manuela Serra, Marton, Lucidi, Barbara Lezzi, Santangelo, Laura Bottici, Crimi, Martelli, Airola, Cappelletti, Paola Taverna (M5S); Barozzino, Bocchino, Cervellini, Mineo (SI-Sel); Pegorer, Doris Lo Moro (Art.1-MDP), la quale ha annunciato l'uscita del Gruppo dalla maggioranza; Orellana (Aut), Di Maggio (GAL). I sen. Maurizio Romani (Misto-IdV) e Mazzoni (ALA) hanno dichiarato voto favorevole alla fiducia. Il sen. Gasparri (FI-PdL), pur condividendo la legge elettorale, ha negato la fiducia. In dissenso dal Gruppo, il sen. Chiti (PD) ha annunciato la non partecipazione al voto di una legge elettorale che prevede una quota esigua di collegi uninominali, il voto unico, la pluralità di soglie per l'accesso ai seggi, la possibilità per i residenti in Italia di candidarsi alla circoscrizione Estero, la dizione ambigua di capo della forza politica. Infine, la legge elettorale non era nel programma del Governo Gentiloni e la posizione della fiducia rappresenta un'inaccettabile forzatura della Costituzione materiale. Il sen. Napolitano (Aut), pur lamentando la mancata distinzione delle candidature nei collegi uninominali e plurinominali e non condividendo il ricorso alla fiducia, ha annunciato voto favorevole alla legge elettorale.

L'articolo 1 è stato approvato con 150 voti favorevoli e 61 contrari.

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera sta proseguendo oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini (Misto), Maurizio Romani (Misto-IdV), Micheloni, Giacobbe, Cociancich (PD); Manuela Serra, Marton, Lucidi, Barbara Lezzi, Santangelo, Laura Bottici, Crimi, Martelli, Airola, Cappelletti (M5S); Barozzino, Bocchino, Cervellini (SI-Sel); Pegorer (Art.1-MDP), Orellana (Aut). In dissenso dal Gruppo il sen. Chiti (PD) ha annunciato la non partecipazione al voto di una legge elettorale che prevede una quota esigua di collegi uninominali, il voto unico, la pluralità di soglie per l'accesso ai seggi, la possibilità per i residenti in Italia di candidarsi alla circoscrizione Estero, la dizione ambigua di capo della forza politica. Infine, la legge elettorale non era nel programma del Governo Gentiloni e l'imposizione della fiducia è una forzatura inaccettabile della Costituzione materiale.

Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 905ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mer, 25/10/2017 - 09:48
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:04

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta di ieri il sen. Torrisi (AP) ha illustrato il testo e, dopo che sono state respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Il ddl delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento che, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento), mentre al Senato accedono al riparto le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare, oltre al proprio contrassegno, il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. I partiti possono presentarsi come lista singola o in coalizione: la coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Non è possibile candidarsi in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura in più di un collegio uninominale è nulla ma chi si candida in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali nel limite di cinque. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo: ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

La discussione congiunta sulle fiducie, iniziata ieri sera sta proseguendo oggi con gli interventi dei sen. Maria Mussini (Misto), Maurizio Romani (Misto-IdV), Micheloni (PD), Manuela Serra, Marton (M5S).

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il presidente della Commissione affari costituzionali, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i sistemi vigenti per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative rispetto alla formazione di coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato dal Senato in tempi serrati, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per la circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non sono computati i voti dei partiti che non abbiano superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente, deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali; la candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla; il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità rispetto al merito del provvedimento e alla procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione dell'elettore e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che la Costituzione richiede in materia elettorale. Infine, l'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sull'alternanza di genere.

Il Presidente Grasso, richiamando l'articolo 93 del Regolamento, che prescrive una votazione unica e per alzata di mano delle questioni incidentali, ha dichiarato inammissibili le richieste di voto segreto per la questione sospensiva e per una parte della questione pregiudiziale n. 2 relativa alle minoranze linguistiche. Respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6.

Alla discussione congiunta hanno preso parte i sen. Cioffi, Rosetta Blundo, Vilma Moronese, Puglia, Castaldi (M5S), Laura Bignami (Misto), Di Biagio (AP), Maria Grazia Gatti, Gotor, Lucrezia Ricchiuti, Campanella (Art.1-MDP), Collina, Tocci, Lumia (PD), Alessandra Bencini (Misto-IdV), De Cristofaro (SI-Sel). La maggioranza degli intervenuti ha evidenziato che il ricorso alla fiducia, concordato con una parte dell'opposizione, per ratificare, prima delle elezioni siciliane, un'intesa extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi che prefigura un governo di larghe intese, rappresenta uno strappo istituzionale di inaudita gravità nella storia repubblicana. Il cosiddetto Rosatellum, in continuità con il Porcellum e l'Italicum, indebolisce il potere degli elettori e il legame tra cittadini ed eletti, generando un Parlamento di nominati, debole e frammentato. Il sistema non garantisce né la rappresentanza né la governabilità; manipola piuttosto l'intenzione di voto degli elettori con una serie di inganni: liste bloccate, pesca a strascico del voto, soglie incoerenti, coalizioni acchiappavoti e liste civetta in luogo di coalizioni con un programma di governo. I senatori favorevoli al ddl hanno evidenziato che le critiche alla legge Rosato non prefigurano un sistema elettorale alternativo.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:04

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il presidente della Commissione affari costituzionali, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i sistemi vigenti per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative rispetto alla formazione di coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato dal Senato in tempi serrati, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per la circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non sono computati i voti dei partiti che non abbiano superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti nella Regione. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente, deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità nel merito del provvedimento e nella procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sulle candidature alternate.

Dopo una sospensione dei lavori, alle ore 16,30 i sen. Zanda (PD), Consiglio (LN) e Azzollini (FI-PdL) hanno ricordato la figura di Guido Rossi, giurista democratico, primo presidente della Consob, senatore nella decima legislatura, che è venuto a mancare lo scorso 21 agosto. L'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

Il Presidente Grasso, richiamando l'articolo 93 del Regolamento, che prescrive una votazione unica e per alzata di mano delle questioni incidentali, ha dichiarato inammissibili le richieste di voto segreto per la questione sospensiva e per una parte della questione pregiudiziale n. 2 relativa alle minoranze linguistiche. Respinte le questioni incidentali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti degli articoli 1, 2, 3, 4 e 6. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che la discussione unica sulle cinque fiducie terminerà domani alle ore 14; seguiranno, a intervalli di un'ora, le votazioni degli articoli. Le dichiarazioni di voto finale inizieranno giovedì mattina: il voto è previsto alle ore 11. Seguirà la riunione della Conferenza dei Capigruppo per decidere il calendario delle prossime settimane.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i vigenti sistemi per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti da sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative in ordine alla possibilità di formare coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato in tempi serrati dalla Commissione affari costituzionali, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) sono assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non vengono computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti espressi nella Regione o, per le minoranze linguistiche, aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente al deposito del contrassegno deve essere depositato anche il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale; i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità nel merito del provvedimento e nella procedura seguita: le norme riguardanti il voto congiunto con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige, le coalizioni non programmatiche e le pluricandidature manipolano l'intenzione e violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo. Contro le questioni incidentali hanno parlato i sen. Mazzoni (ALA) e Pagliari (PD); a favore si sono dichiarati i sen. Alessia Petraglia (SI-Sel) e Morra (M5S). Nella discussione è intervenuto anche il sen. Giovanardi (FL), che ha rilevato vizi di costituzionalità nelle norme sulle candidature di genere alternate.

Il Presidente ha sospeso la seduta che riprenderà alle ore 16,30.

Martedì 24 Ottobre 2017 - 904ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Mar, 24/10/2017 - 11:33
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 11:00

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2941, Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Torrisi (AP), ha ricordato che i vigenti sistemi per l'elezione del Senato e della Camera risultano dagli effetti di annullamento prodotti dalle sentenze della Corte costituzionale e presentano differenze significative in ordine alla possibilità di formare coalizioni, alle soglie di sbarramento, all'attribuzione del premio di maggioranza, alle preferenze e alla rappresentanza di genere. Ha svolto quindi considerazioni generali sulla necessità di un intervento legislativo responsabile per evitare che risultati elettorali eterogenei abbiano conseguenze negative sulla stabilità e sull'efficienza del sistema istituzionale.

Il ddl, licenziato dalla Camera lo scorso 12 ottobre ed esaminato in tempi serrati dalla Commissione affari costituzionali, delinea un sistema elettorale misto: 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. I restanti seggi (ferma la specificità della disciplina per i seggi della circoscrizione Estero) sino assegnati, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento; i candidati sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale secondo l'ordine di presentazione. Le soglie di sbarramento, alla Camera, sono del 3 per cento a livello nazionale per le liste singole e del 10 per cento a livello nazionale per le coalizioni (purché almeno una lista infra-coalizione raggiunga la soglia del 3 per cento); per le coalizioni non vengono in ogni caso computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell'1 per cento. Al Senato accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella Regione o, per le minoranze linguistiche, aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali. Ciascun partito o gruppo politico organizzato che intende presentarsi alle elezioni è tenuto a depositare il proprio contrassegno e ad indicare la propria denominazione presso il Ministero dell'interno nei termini previsti; contestualmente al deposito del contrassegno deve essere altresì depositato il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale; i partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali. La lista deve essere sottoscritta da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori. Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di cinque collegi plurinominali. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di cinque. Sono previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere. Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Non è ammesso voto disgiunto e non è previsto un meccanismo di scorporo.

I sen. Endrizzi e Crimi (M5S), Loredana De Petris (SI-Sel), Fornaro e Doris Lo Moro (Art.1-MDP), nell'avanzare questioni incidentali (quattro questioni pregiudiziali e una questione sospensiva) hanno rilevato profili di incostituzionalità attinenti al merito del provvedimento e alla procedura seguita: le norme riguardanti il voto unico con effetto di trascinamento, la disciplina speciale introdotta per il Trentino Alto Adige e le pluricandidature violano i principi del voto personale, eguale, libero e diretto. La delega al Governo per determinare i collegi è eccessivamente ampia. L'iter d'esame accelerato e la posizione della questione di fiducia contrastano con la procedura normale che è richiesta in materia elettorale dalla Costituzione. L'intervento sulla legge elettorale in prossimità delle consultazioni viola il codice di buona condotta del Consiglio europeo.

Giovedì 19 Ottobre 2017 - 903ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Gio, 19/10/2017 - 10:26
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

La seduta è dedicata allo svolgiimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno Manzione ha risposto all'interrogazione n. 3952,della sen. D'Adda (PD) e altri,concernente minacce ricevute dal giornalista Paolo Berizzi da parte di formazioni neofasciste. L'interrogante si è dichiarata soddisfatta della risposta, augurandosi una rapida approvazione del ddl, già approvato dalla Camera, che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.

Il Sottosegretario di Stato Manzione ha poi risposto all'interrogazione n. 3817, del sen. Uras (Misto) e altri, concernente una manifestazione di protesta svoltasi ad Oristano il 12 giugno 2017. L'interrogante si è dichiarato soddisfatto e ha ribadito la necessità di tutelare le organizzazioni sindacali nella loro azione di mediazione responsabile.

Il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Dorina Bianchi ha risposto all'interrogazione n. 3530, della sen. Bernini (FI-PdL), concernente la progressiva chiusura dei corpi di ballo italiani nelle fondazioni lirico-sinfoniche. L'interrogante si è dichiarata profondamente insoddisfatta: la legge sullo spettacolo è rimasta sorda alle petizioni provenienti da più parti affinché, conformemente ai maggiori partners europei, i corpi di ballo fossero considerati un valore aggiunto. Al contrario, il loro smantellamento rappresenta un grande limite sociale.

Il Sottosegretario di Stato Dorina Bianchi ha infine risposto all'interrogazione n. 4012, del sen. Castaldi (M5S) e altri, concernente la realizzazione di un tunnel di raccordo stradale tra il porto di Termoli e il lungomare Cristoforo Colombo. L'interrogante si è dichiarato pienamente soddisfatto: la conferma del parere negativo espresso dalla soprintendenza del Molise eviterà un vero e proprio scempio paesaggistico, archeologico e monumentale.

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