Agricoltura, ambiente e mobilità urbana: perchè?

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Una coraggiosa e concreta politica a livello municipale può contribuire a rendere Roma una città leader dell’agricoltura innovativa e sostenibile. Per questo bisogna adottare interventi a sostegno delle piccole imprese, abbreviando le filiere, raccordando l’area urbana centrale con quella rurale più periferica, valorizzando le produzioni di qualità.

Roma ha bisogno di una Amministrazione comunale capace di guidare la sfida dell’innovazione, dopo una stagione buia ben più lunga di un quinquennio.

Il territorio del III Municipo, dove sono impegnata, ha una popolazione residente di oltre 205.000 persone ed è delimitato da tre grandi assi di trasporto (Via Salaria a ovest, Via Nomentana a sud-est e Grande Raccordo Anulare a nord). La sua estensione è di circa 9.800 ettari. Sesto Municipio per estensione, circa la metà della sua superficie è costituita dalla Riserva della Marcigliana, praticamente in continuità geografica con la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene del IV. Entrambe le riserve, di valore ambientale non trascurabile, fanno parte del sistema di aree protette da RomaNatura, l’Ente del Comune di Roma che gestisce oltre 16.000 ettari in ambito comunale. 

La Marcigliana in particolare conserva per oltre il 75% del suo territorio i tratti peculiari dell’Agro Romano, con quella vocazione agricola che rende Roma addirittura il primo comune agricolo d’Italia. Sede di decine di aziende agricole, agrituristiche e biologiche, il territorio del III Municipio possiede elementi con una componente produttiva molto più che apprezzabile e dunque una valenza considerevole sotto il profilo agro-alimentare oltre che socio-culturale, ambientale e occupazionale per tutto il settore nord-orientale.

Nella rete dei municipi di una grande città come Roma (estesi come tante province italiane), in una visione più ampia e futuristica, supportare i sistemi locali con tutte le differenziazioni territoriali dovute al contesto socio-economico ed ambientale significa adottare politiche anche a sostegno delle piccole imprese, abbreviando le filiere, raccordando l’area urbana centrale con quella rurale più periferica, valorizzando le produzioni di qualità.

Va ricordato allora che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina al comparto agricolo quasi 7 miliardi di euro a progetti di “Risoluzione verde e transizione ecologica” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ma anche ulteriori risorse a progetti condivisi con altri Ministeri, per esempio quello di “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”, di cui è capofila proprio il Ministero della Transizione Ecologica, e quello di “Turismo e cultura 4.0”, di cui è capofila il Ministero della Cultura.

A questo sostegno economico indispensabile per dare concretezza ai progetti, si integra alla perfezione il “Green Deal”, cioè il grande patto che ormai caratterizza tutta la programmazione europea nel senso della promozione di sistemi alimentari sostenibili. Esso contempla la cosiddetta Strategia “Farm to Fork”, letteralmente da “Fattoria a tavola”, che interessa non soltanto le zone rurali, ma anche i grandi centri urbani. E infatti ormai aderiscono allo “Urban Food Policy Pact”, lanciato da Milano nel 2015, oltre 200 città nel mondo,  tra cui Roma, perché le cosiddette “Politiche del Cibo” siano rivolte concretamente ad adottare strategie alimentari finalizzate a promuovere l’educazione alimentare e dunque a favorire l’approvvigionamento di cibo locale da parte delle mense scolastiche e delle strutture sanitarie, nonché al contempo combattere la povertà alimentare e ridurre lo spreco di cibo.

Sono questi gli obiettivi concreti, quelli che il cittadino comprende di sicuro perché parlano la sua lingua: se il Municipio fosse esso stesso un progetto pilota di “Best Pratice”, in altre parole un esempio di “Buona Pratica”, l’esperienza di consigliatura a livello municipale potrebbe trasformarsi in un vero e proprio modello di riferimento per la città di Roma e per altre realtà urbane anche internazionali. Per questo ho deciso c’impegnammo in prima persona.

 

N.B. Maria Antonietta Del Moro è candidata per il Pd nel III Municipio di Roma