Barometro Cisl: stiamo uscendo dalla crisi, ma non abbiamo ancora recuperato rispetto al 2019.

303

Pubblichiamo la pagina iniziale della nota (0ttobre 2021) messa a punto in questi giorni dal “Barometro Cisl del benessere/disagio delle famiglie”.

 

Redazione

 

Nel corso della prima parte del 2021 i dati del barometro Cisl hanno mostrato una relativa tenuta dell’indice sintetico del benessere delle famiglie italiane. L’indice di benessere negli ultimi trimestri ha continuato nella fase di recupero (appena sopra 90, fatto 100 il 2007) dopo il crollo (83,5) avvenuto nel corso del 2020. Tutt’ora resta un gap ampio da recuperare per tornare sui livelli pre-crisi, anche se la fase di ripresa in corso lascia sperare in ulteriori progressi nel corso dei prossimi trimestri.

 

Le politiche economiche e sociali hanno protetto le famiglie dagli impatti della pandemia.

 

Si tratta di un risultato certamente non esaltante in termini assoluti, considerando che nel 2021 le condizioni socio-economiche delle famiglie italiane risulterebbero ancora nettamente peggiori non solo nel confronto con il 2019, ma anche con il 2007, anno che precede l’inizio della grande crisi finanziaria. D’altra parte, l’economia italiana è stata attraversata in un quindicennio da ben tre recessioni di entità eccezionale, che fanno di quella in corso una delle esperienze peggiori in assoluto dal punto di vista economico e sociale, tanto in una prospettiva storica, quanto nel confronto internazionale.

Tuttavia, la parziale tenuta dell’indice di benessere negli ultimi mesi rappresenta certamente una nota positiva, alla luce delle difficoltà che hanno colpito larghi strati del tessuto produttivo del Paese, a seguito della pandemia e delle misure di distanziamento sociale che è stato necessario adottare.

 

Tale comportamento è da ricondurre non tanto a una minore gravità della crisi attuale; la differenza l’hanno fatta in buona misura le politiche economiche e sociali, che sono intervenute con misure straordinarie, cercando di compensare le perdite di reddito subite dai lavoratori e dalle imprese. L’entità delle risorse mobilitate attraverso le politiche fiscali e monetarie è stata difatti di gran lunga più rilevante in questa occasione.

 

Questa impostazione è comune alle maggiori economie avanzate. Essa rivela una profonda discontinuità rispetto alle politiche, basate su interventi molto meno radicali, che erano state adottate nel corso delle crisi precedenti, i cui effetti sul contesto socio-economico hanno poi avuto serie ripercussione anche sul quadro politico internazionale degli scorsi anni.

 

Per leggere il documento