BASE RIFORMISTA A ROMA SI È INCARICATA DI ROMPERE IL CERCHIO DELL’IMMOBILISMO. D’AMATO È UN CANDIDATO SERIO.

12043

 

A fronte della sconfitta elettorale, la corrente dei “riformisti” del Pd ha proposto una ripresa immediata dell’azione politica e programmatica della giunta Gualtieri, sollecitando uno scatto in avanti su alcuni temi come l’inceneritore. L’appoggio alla candidatura di Alessio D’Amato è la conseguenza di una scelta politica che riconosce il lavoro da lui svolto in qualità di assessore alla sanità nel periodo più critico.

 

Carlo Cotticelli

 

In queste ultime settimane non tutto il Pd è stato immobile o fermo ad aspettare un sì da Conte e dai Cinque Stelle, ma c’è stato un pezzo di Pd che ha proposto una serie di iniziative politiche che si stanno rivelando le più credibili e percorribili. Base riformista, a fronte della sconfitta elettorale, ha proposto una ripresa immediata dell’azione politica e programmatica della giunta Gualtieri, sollecitando uno scatto in avanti su alcuni temi come l’inceneritore per favorire lo smaltimento dei rifiuti nel medio periodo e pulire la città in prospettiva futura, così da evitare ulteriori e gravosi esborsi economici. Più in generale, si tratta di utilizzare al meglio le risorse a favore del sociale e dei servizi pubblici, in particolare il trasporto urbano, e questo progetto può essere portato avanti allargando la maggioranza al Terzo polo, evidentemente omogeneo a questa linea di modernizzazione della città.

 

Per altro, in vista delle elezioni regionali, era necessario evitare una replica del cartello delle politiche: si è visto, infatti, come esso non abbia retto né elettoralmente, né politicamente, dato l’immediato abbandono verso altri lidi di Fratoianni e Bonelli, distanti e lontani da qualsiasi progetto riformista. Dunque, l’appoggio alla candidatura di Alessio D’Amato è la conseguenza di una scelta politica che riconosce il lavoro da lui svolto in qualità di assessore alla sanità nel periodo più critico, quello della pandemia, allorché le scelte della Regione hanno garantito standard adeguati di servizi e assistenza ai cittadini del Lazio.

 

Sono indicazioni che scaturiscono da un sano principio di realismo. Nulla a che vedere con gli atteggiamenti di quanti, secondo la poco benevola battuta di Zingaretti, giocano il ruolo di “professionisti della sconfitta”; i quali invero, per assicurarsi una rendita di posizione, avrebbero preferito andare da soli con qualche lista di sostegno, magari di fuoriusciti, consegnando ancora una volta la Regione alla destra, anche stavolta senza combattere come è successo alle politiche (dove appunto, da veri professionisti della sconfitta, hanno dato il meglio di sé). Sia chiaro, questo percorso va condiviso e non è detto che offra la sicurezza di vincere, ma è l’unico percorribile per chi si riconosce in azioni di governo efficaci e responsabili, senza inseguire chimere che – quelle sì – consegnerebbero il Pd alla storia. Con il suo fallimento.