Berlusconi candidato? Il comunicato diffuso alla fine del vertice del centro-destra è meno limpido del previsto.

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Silvio Berlusconi ha formalmente ottenuto l’impegno di tutti i leader dei partiti di centro-destra a sostenerlo in una sua eventuale corsa al Colle. Eventuale perché, seppur il Cavaliere appaia molto determinato in vista della partita che si apre il 24 gennaio, non c’è ancora l’ufficializzazione della sua candidatura, ma solo l’esortazione di Lega, Fratelli d’Italia e dei centristi di Coraggio Italia, Noi con l’Italia e Udc a “sciogliere la riserva”.

Redazione

 

A leggere il testo, qui riportato integralmente, si colgono le difficoltà che permangono nella coalizione berlusconiana. Di fatto, mancando ancora l’ufficializzazione, la candidatura del Cavaliere appare sufficientemente strumentale, quasi una scommessa da convertire, se del caso, in una operazione di ridisegno degli equilibri politici nell’ultimo anno della legislatura. Operazione assai complicata, in verità, che solo una politica impazzita può pretendere di sdoganare al cospetto della pubblica opinione.

 

Non si capisce, ad esempio, in che modo i leader di centro-destra intendano raggiungere il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica. Infatti, qualora l’obiettivo fosse raggiunto attraverso una “campagna acquisti” tra le fila dei senza partito, andrebbe messa nel conto la dissoluzione del quadro di governo. Inutile spiegare le ragioni di un simile contraccolpo, visto che s’impongono alla più semplice e intuitiva delle valutazioni: il Pd avrebbe titolo, in conseguenza della sua esclusione, a chiedere l’immediato ricorso alle urne. E se questa è la previsione, con l’inevitabile scioglimento anticipato delle Camere, è azzardato credere che la candidatura di Berlusconi raccolga il consenso dei Grandi elettori, un po’ tutti desiderosi di passare per questo voto con la certezza di non compromettere la durata della legislatura.

 

L’operazione potrebbe reggere, in via del tutto ipotetica, solo se fosse congiunta a uno spregiudicato rimescolamento delle carte, con la formazione di un governo conforme alla nuova “maggioranza presidenziale”. Quando nel dicembre del 1971 fu eletto Leone, rompendo la solidarietà della coalizione di centro-sinistra, si spalancarono le porte alla verifica di tale clamorosa novità davanti al corpo elettorale. Stavolta, per giunta, la linea delle elezioni anticipate costituisce la bandiera di Fratelli d’Italia, destinata pertanto a sventolare ancora più in alto se la vittoria di Berlusconi si concretizzasse nella logica appena descritta. E poi, a voler forzatamente almanaccare sulle conseguenze dell’avventura berlusconiana, Draghi resterebbe premier o non piuttosto sostituito, anche in barba a tutti gli auspici di stabilità, per i quali fino ad oggi, come è noto, Salvini e Tajani hanno proclamato l’inamovibilità dell’ex Presidente della BCE?

 

Lo scenario, in conclusione, non è dei migliori. Anzi, è pessimo!

 

Comunicato congiunto del centro-destra

 

Si sono riuniti oggi a Roma a Villa Grande i leader dei partiti e dei movimenti politici del centro-destra, per esaminare la situazione politica in vista dell’elezione del nuovo Capo dello Stato.

 

L’incontro è servito a ribadire l’unità di intenti del centro-destra.

 

Nel confermare il reciproco rispetto per le diverse scelte in ordine al Governo Draghi, i leader della coalizione concordano sulla necessità di un percorso comune e coerente, che va dalla scelta del nuovo Capo dello Stato alle prossime elezioni politiche, valorizzando anche le occasioni di convergenza parlamentare sui contenuti che da sempre sono patrimonio comune della coalizione.

 

La figura del nuovo Presidente della Repubblica deve garantire l’autorevolezza, l’equilibrio, il prestigio internazionale di chi ha la responsabilità di rappresentare l’unità della Nazione.

 

Alla luce di queste considerazioni il centro-destra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle Istituzioni.

 

I leader della coalizione hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta.

 

Su questa indicazione, le forze politiche del centro-destra lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e chiedono altresì ai Presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1009 grandi elettori l’esercizio del diritto costituzionale al voto.