Brexit: il governo di sua maestà continua a perdere pezzi

Oggi, invece, vi sono concrete possibilità che alla fine i cittadini britannici vengano chiamati a votare sull'accordo per l'uscita del Regno Unito dall'Ue

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Appena un anno fa, l’idea che il Regno Unito potesse indire per un nuovo referendum sulla Brexit era considerata una causa persa, sostenuta solo da pochi.

Oggi, invece, vi sono concrete possibilità che alla fine i cittadini britannici vengano chiamati a votare sull’accordo per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. Lo sostiene il settimanale britannico “The Economist” analizzando la situazione politica che si è venuta a creare dopo l’accordo sulla Brexit raggiunto dopo molti mesi di difficili negoziati con Bruxelles.

Infatti subito dopo l’annuncio della May il primo a dimettersi è stato Shailesh Lakhman Vara, il segretario di stato del governo May per l’Irlanda del Nord, il quale ha pubblicato la lettera di dimissioni su twitter. Poi sono arrivate le dimissioni anche dello stesso ministro britannico per la Brexit Raab: «Non posso sostenere l’accordo con l’Ue», ha dichiarato. Infine si è dimessa anche la ministra del lavoro Esther McVey, ‘brexiteer’ convinta e tra le voci più ostili all’accordo nel gabinetto. «L’accordo – ha detto – non onora il risultato del referendum».

E questo potrebbero non essere le sole dimissioni.

Anche tenendo conto che durante la riunione del gabinetto svoltasi al numero 10 di Downing Street,  un terzo dei ministri e sottosegretari hanno espresso durissime critiche al primo ministro per l’accordo raggiunto.