BUONI SEGNALI: L’INFLAZIONE, LA GUERRA…SIAMO FUORI DAL GRANDE FREDDO?

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Negli Stati Uniti il mostriciattolo dell’inflazione sembra essersi fermato. Al tempo stesso, sul fronte ucraino germoglia qualcosa che lascia sperare in un cessate il fuoco. Bisogna avere speranza.

 

Gianfranco Moretton

 

Alcuna euforia per il risultato delle elezioni, il mercato è in gran baldanza per cose più concrete. Negli Stati Uniti pare che uno dei virus economici più sgraditi sia stato fermato e sembra pure che sia in leggera ritirata. Si tratta dellinflazione. 

 

Da qualche tempo, come capita da noi, questo morbo stava alzando la cresta. Niente di più pericoloso. Una misura per contenerlo passa pure per un innalzamento del costo del denaro; azione che deprime la produzione, abbassa  tasso di occupazione e mette in ginocchio in buona sostanza, l’economia. Per fortuna questo mostriciattolo è stato frenato.

 

Da qui il sorriso della borsa americana e conseguente in quelle europee. Questo innalzamento positivo non risolve la gran caduta degli indici da febbraio a oggi, ma almeno rialza il capo e da una speranza per uscire da una pericolosissima stagnazione.

 

Se poi aggiungiamo anche qualche segnale di retromarcia sul fronte della guerra Ucraina, allora possiamo dire di aver trovato un piccolo sentiero che dovrebbe condurci fuori dal grande freddo primaverile estivo.