Caldo torrido. Le turbolenze dei 5 Stelle infiammano le giornate politiche di questa estate anticipata.

176

Non sappiamo come andrà a finire. In conferenza stampa, convocata per oggi, Conte rivelerà quale debba essere l’ultima parola di questa furibonda tenzone. Lo spettacolo, almeno finora, non ha regalato nulla di emozionante e men che meno persuasivo.

 

 

Gianfranco Moretton

 

Io che penso di aver da qualche anno perso l’ingenuità, come del resto sono convinto che anche voi siate sulla mia stessa strada, non mi meraviglio più di tanto quando osservo dei fenomeni che si modificano anche repentinamente. La staticità non è fare delle cose dell’uomo; l’uomo modifica, come modifica le proprie idee, gli strumenti che utilizza per stare al mondo, le parole e persino gli orizzonti che lo orientano nella propria esistenza.

 

Potevano forse i 5 Stelle non subire una trasformazione, come è capitato a tutte le altre realtà politiche? Certo poteva restare fermo ancora nelle posizioni iniziali, ma avrebbe calpestato il proprio nome. Infatti, essendo un movimento, è difficile che possa simpatizzare con la fissità.

 

Adesso, sta subendo una evoluzione/involuzione naturalissima. Ho messo i due termini contrapposti perché, a seconda di chi guardi il fenomeno, la cosa potrebbe essere positiva o negativa. Certo è che siamo arrivati al dunque. Due galli nello stesso pollaio, come si sa, non possono stare. A meno che non decidano di trasformare uno dei due in cappone. Chi sacrificare?

 

Ho paura che nessuno dei due voglia perdere la propria virilità, e quindi lo scontro in atto mette un po’ in subbuglio il pollaio. Oggi forse – non è stato ancora confermato – sarà l’ex primo ministro a raccontarci la posizione che intende assumere. Nel frattempo, visto il pericolo che sta torturando il corpo del movimento, c’è in atto una sacrosanta intenzione di pacificare i due contendenti, attraverso l’ausilio di uno stuolo cospicuo di mediatori.

 

Non sapendo che il carattere proprio di chi soggiorna in quella compagine, nulla ha a che fare con l’esercizio del mettere assieme le parti: non hanno nulla a che vedere con la vecchia abitudine della vecchia Democrazia Cristiana. Là sì era possibile mettere assieme il gatto con il cane, la luna con il sole, la suocera con la nuora, non certo tra quelli che erano fin l’altro giorno abituati al cosiddetto “vaffa”. Però, staremo a vedere. Non è da escludere che qualche gene politico di vecchia maniera non alberghi in qualche pontiere ben intenzionato.

 

Certo è che ormai tutta la freschezza è stata completamente consumata in questi ultimi tre anni: i 5Stelle hanno già subito mutazioni di grande effetto; al governo con la Lega, al governo con il Pd; al governo sotto la guida Draghi. Ormai si è normalizzato. Difficile che riempia le piazze come capitava solo un decennio fa; dalla protesta estrema è giunto al capolinea, cos’è infatti il lavoro di cucitura tra le due espressioni più elevate, se non l’opposto di quanto capitava agli albori della loro imponente e recalcitrante presenza.

 

Vedremo se questo improvviso, quanto inaspettato caldo estivo riuscirà a sciogliere i nodi di quella discordia.