Cambiamento climatico e sviluppo umano (Radio Vaticana)

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Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Roberto Zoboli spiega la sfida rappresentata dal clima con linvitabile cambiamento dello stile di vita che questo comporta. La riflessione riguarda anche il rapporto tra i Paesi ricchi e quelli poveri.

Nessun problema ambientale ha finora generato una così alta ed acuta preoccupazione collettiva come il cambiamento climatico, considerato ora come un rischio per la specie umana. La Laudato sidi Papa Francesco (2015), approfondendo decisamente il principio di integrazione profonda tra Dio, umani e Creato, colloca il cambiamento climatico nella sfera generale dellEcologia Integrale, con una grande attenzione ai drammatici squilibri generati dai processi di sviluppo nel Sud del mondo.

Il clima è una minaccia che deve essere affrontata attraverso una combinazione di governance politica globale, cambiamenti di attitudine morale verso il Creato e nuovi stili di vita. Vi è ora un generale consenso della scienza, della politica, degli attori economici e delle persone sulla necessità di forti politiche climatiche. Tale consenso è tardivo, e gli attuali impegni per raggiungere gli obiettivi dellAccordo di Parigi potrebbero essere insufficienti: la quantità massima cumulativa di gas serra che è possibile emettere per mantenere laumento di temperatura sotto +1,5°C verrà quasi certamente superata nel prossimo decennio.

Assumono quindi importanza critica le strategie di adattamento, e cioè quelle misure e azioni che devono minimizzare gli effetti negativi del clima che cambia. Sia per la mitigazione che per ladattamento, una questione chiave rimane il rapporto tra i Paesi ricchi ed emergenti e i Paesi poveri. Nel 2019 lAfrica in complesso emetteva solo il 3,8% delle emissioni globali di CO2 equivalente ma è destinata a soffrire grandi costi umani e tecnologici con il clima che cambia. Insufficiente appare il flusso di aiuti tecnologici e finanziari internazionali per sostenere i Paesi più poveri nelle loro azioni di mitigazione e adattamento. Nonostante gli impegni di neutralità climaticadi Unione Europea, Stati Uniti e Cina, rimangono incertezze aperte sulla possibilità di grandi risultati nella prossima COP 26 di Glasgow.

Il rischio è quello di una debole risposta alla forte invocazione di Papa Francesco: Lumanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento [del pianeta] o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano(Laudato si, 23).

Roberto ZoboliDocente di Politiche economiche per lambiente

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