CASA WINDSOR INSEGNA ANCHE A NOI ITALIANI

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Noi ci siamo lasciati alle spalle un’altra famiglia reale e ne abbiamo avuto ben donde. Ora, il ruolo del Quirinale  richiama un’esigenza di equilibrio dei poteri. Il presidente della Repubblica, infatti, si colloca al di sopra della mischia. È perciò prematuro parlare di riforme istituzionali.

Alla scomparsa della regina Elisabetta il suo portavoce ha rivelato come tutta la famiglia Windsor si sia sempre fatta un punto d’onore di non tradire mai i propri sentimenti e le proprie emozioni in pubblico. Quasi fosse “una ferita nella propria armatura”. Così la monarchia inglese ha attraversato le vicissitudini di tutti questi anni, navigando tra Churchill e Boris Johnson, adattandosi al culto di lady D e facendo baronetti i Beatles ed Elton John. 

Scelte qualche volta più convinte, altre volte forse un po’ meno, ma sempre conformi al modello di un paese abituato da molti anni a separare la responsabilità di regnare dalla discrezionalità di governare. Ora, noi ci siamo lasciati a suo tempo alle spalle un’altra famiglia reale e ne abbiamo avuto ben donde. Ma il ruolo del Quirinale nel nostro sistema istituzionale richiama, sia pure da lontano, quella stessa esigenza di equilibrio dei poteri. 

Nel nostro ordinamento infatti il capo dello Stato non è un asettico notaio chiamato a controfirmare decisioni altrui. E non è – altrettanto – un controverso leader politico che si cimenta nello scontro tra i partiti prendendovi parte in qualche modo. Egli è semmai lo snodo istituzionale che consente agli uni e agli altri di riconoscere che c’è qualcosa al di sopra della mischia nella quale essi si trovano impegnati. 

Per questo sarebbe consigliabile evitare discussioni premature sulle riforme istituzionali e sul destino futuro del capo dello Stato. Tanto più quando infuria il vento delle elezioni. Casa Windsor insegna.

 

Fonte: La Voce del popolo – 15 settembre 2022

(Articolo qui riproposto per gentile concessione)