Cent’anni fa nasceva il Partito Popolare

Quando rinascerà quella che secondo alcuni sarebbe stata la prosecuzione del Partito Popolare,ovvero la Democrazia Cristiana,essa sara autenticamente innovativa intercettando la lezione del Partito Popolare e la rivoluzione mounieriana del personalismo filosofico

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tratto da http://www.istitutomounier.it/ a firma di Giulio Alfano*

L’attuale momento politico è caratterizzato da una diffusa mancanza di idealità nelle finalità e nei progetti e da una debole tensione etica. Le cause di questa situazione sono probabilmente da ricercare nella profonda dissociazione che esiste tra società civile e società politica e,ancor più,nella generalizzata accettazione di un criterio assiologico di tipo utilitaristico ed edonistico;ne conseguono da un lato la crisi di partecipazione e rappresentanza della politica e dall’altro un approccio pragmatico e scettico alle questioni sociali,che si rivela incapace di conciliare le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo con le necessita e le sfide della società complessa post globalizzata. La costante diminuzione di partecipazione dei cittadini alla vita politica,le spinte xenofobe, sovraniste e populiste, nonché la perdi politica in sè ci consente a cent’anni di distanza di rivalutare la proposta politica di don Luigi Sturzo(1871/1959)in merito all’emergenza degli snodi che sono all’origine dell’attuale situazione,determinate per effetto di scelte emotive che deprimono il valore ontologico della persona.

Rileggere il programma del Partito Popolare che Sturzo fond’ nel 1919 preceduto dall’appello ai liberi e forti il 18 gennaio 1919,costituisce una fonte di ricchezza per affrontare la complessita della società contemporanea. Sturzo ha insegnato che il laico che opera in politica non lo fa in quanto cristiano,ma DA cristiano;non agisce alle dipendenze della Gerarchia,pur rispettandone l’elevato ruolo spirituale,ma nella propria responsabilità; non compie AZIONE CATTOLICA di evangelizzazione,ma AZIONE POLITICA in base alle proprie convinzioni religiose e morali;non si propone di costruire la CITTA’ DI DIO,compito della Chiesa e della comunita religiosa,bensì di contribuire alla costruzione della CITTA’ DELL’UOMO.

Il laico elabora programmi politici e compie azioni politiche tenendo conto dei principi cristiani,ispirandosi ad essi ,ma lo fa sotto la propria responsabilità ,operando scelte opinabili perchè frutto,alla luce dei principi immutabili,della propria interpretazione della mutevole e varia congiuntura storica e non derivanti direttamente dai contenuti della fede religiosa, nè imponibili come verità di fede.

Merito di Sturzo fu l’aver capito il momento opportuno del primo dopoguerra,l’aver agito in armonia con la Gerarchia Ecclesiastica e con l’intera comunità cristiana,l’aver chiarito il rapporto tra politica e religione e fra partiti e Chiesa,l’aver fondato l’autonomia politica dei laici e l’aconfessionalita del partito politico.

Quando rinascerà quella che secondo alcuni sarebbe stata la prosecuzione del Partito Popolare,ovvero la Democrazia Cristiana,essa sara autenticamente innovativa intercettando la lezione del Partito Popolare e la rivoluzione mounieriana del personalismo filosofico;purtroppo entrambe perse per l’emergenza dello scontro col comunismo che trasformo nei decenni la D.C in partito ideologico,votato alla tattica dello scontro elettorale e dell’accordo parlamentare con coloro che nei comizi diceva di combattere e con i quali invece nelle stanze parlamentari si accordava,rendendo nullo il retaggio di un integrità morale che Sturzo aveva difeso fino all’esilio. Viceversa dopo il crollo del muro di Berlino la D.C. è….evaporata nelle nebbie della storia e nel ricordo dell’anticomunismo elettorale!

prof. Giulio ALFANO

Presidente Istituto Emmanuel Mounier – Italia