Chi è e cosa fa Xi Jinping, il Presidente cinese arrivato a Roma

Il 24 ottobre 2017, nella sua ultima sessione, il diciannovesimo congresso del partito ha approvato l'incorporazione del pensiero di Xi Jinping nella Costituzione del Partito Comunista Cinese.

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Xi Jinping, 65 anni, è Segretario generale del Partito Comunista Cinese (PCC) dal novembre 2012, dal marzo dell’anno successivo guida la Repubblica Popolare con un mandato “rinnovabile senza limiti”.

In questi anni  ha consolidato il fronte interno e ha lanciato il Paese in una nuova fase di interventismo sullo scacchiere internazionale con lo scopo di ridisegnare gli equilibri economici mondiali.

Nato a Pechino il 15 giugno 1953, figlio di Xi Zhongxun, durante la Rivoluzione culturale venne inviato nello Shanxi in un gruppo di produzione, divenendo segretario della cellula di Partito del gruppo, terminando questa attività nel 1975.

Dal 1975 al 1979 studiò ingegneria chimica all’Università Tsinghua di Pechino, e successivamente lavorò come segretario di Geng Biao, che allora era vice primo ministro e segretario generale della Commissione militare centrale. Nel corso della sua carriera ebbe incarichi dirigenti nelle province di Shaanxi, Hebei, Fujian e Zhejiang. Alla fine degli anni ottanta entrò nel Comitato municipale di Fuzhou e nel 1990 divenne presidente della Scuola del Partito in città. Nel 1998 divenne vicegovernatore del Fujian, quindi governatore nel 1999, improntando il suo governo sull’attrazione di investimenti stranieri.

Nel 2002 Xi si trasferì nello Zhejiang, dove divenne governatore provvisorio per alcuni mesi, esercitando il suo incarico di segretario provinciale del Partito e quindi presidente del comitato permanente dell’assemblea popolare provinciale. Nello stesso anno, al XVI Congresso nazionale del Partito, fu eletto membro del Comitato centrale, di cui era già supplente dal 1997. In questo periodo fece dello Zhejiang una delle province più virtuose dal punto di vista economico, grazie a un alto tasso di investimenti stranieri, creandosi anche una fama di nemico dei dirigenti corrotti.

A seguito della rimozione di Chen Liangyu, segretario del partito a Shanghai, Xi fu chiamato a sostituirlo nel marzo 2007, ricevendo così un segnale di apprezzamento da parte delle autorità centrali.

Fin dalla sua elezione Xi ha affermato ripetutamente la supremazia del Partito Comunista, riprendendo le parole di Deng Xiaoping secondo il quale riforme economiche efficaci possono avere luogo solo sotto la guida di un partito unico. Secondo Xi il Partito Comunista è l’unico partito legittimo e costituzionale e da esso deriva la legittimità della così detta “linea di massa”: in altre parole il partito rappresenta gli interessi della grande maggioranza delle persone comuni.

In questi ultimi anni la sua missione come Presidente è stata quella di guardare sempre con maggiore interesse ai mercati internazionali. Oltre al progetto di una Via della Seta in chiave contemporanea, che punta a ridisegnare gli equilibri economici mondiali, mettendo la Cina moderna al centro dei traffici commerciali, il presidente cinese ha deciso di puntare fortemente anche sull’Africa. Nel settembre del 2018 ha annunciato infatti un piano di aiuti finanziari e investimenti nei successivi tre anni che ammonta a 60 miliardi di dollari. I finanziamenti, ha spiegato Jinping, serviranno a sostenere otto iniziative di cooperazione tra la Cina e l’Africa, in campi che vanno dalla sicurezza, alle infrastrutture, alla sanità, fino allo sviluppo di tecnologie verdi.

Il 24 ottobre 2017, nella sua ultima sessione, il diciannovesimo congresso del partito ha approvato l’incorporazione del pensiero di Xi Jinping nella Costituzione del Partito Comunista Cinese.