Circolo S. Pietro: «Il successo si misura con la carità» (RomaSette).

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Lassemblea del sodalizio si è svolta nella rinnovata casa famiglia Paolo VI. Il segretario Piero Fusco: «Uno dei nostri peculiari carismi è dare da mangiare».

 

Marco Chiani

 

«Al Circolo S. Pietro il successo non si misura con il profitto ma con la carità, non con l’utile di esercizio ma con il bene donato»: lo ha dichiarato il presidente Niccolò Sacchetti salutando i soci del sodalizio romano nella serata di ieri, giovedì 21 ottobre, all’interno della rinnovata casa famiglia Paolo VI.

 

«È proprio per questo – ha continuato il presidente – che abbiamo pensato di celebrare la Messa e la nostra 152ª assemblea ordinaria proprio qui, perché tutti possiate toccare con mano i risultati dello sforzo, dell’impegno, ma soprattutto della passione e del grande entusiasmo che è stato messo in questo luogo». L’importante restauro della struttura di via di San Giovanni in Laterano, avviato dalla presidenza Torlonia per il 150° di fondazione e iniziato all’indomani del lockdown stretto, sta proseguendo spedito grazie all’aiuto dei benefattori del sodalizio. «C’è ancora da fare – ha spiegato Sacchetti – ma sono certo che anche voi saprete immaginare la casa finita, piena di piccoli ospiti con le loro famiglie bisognose del nostro conforto e del nostro sostegno, soprattutto del nostro essere “famiglia” per loro che sono in difficoltà e così lontani da casa».

 

Il segretario Piero Fusco ha proposto ai soci una riflessione sul carisma del Circolo, con una panoramica delle attività svolte nel corso di un anno che ha cambiato il volto del mondo del lavoro e necessariamente anche del volontariato.

 

«Come sapete uno dei nostri peculiari carismi è dare da mangiare – ha detto Fusco – e quest’anno segnato dalla pandemia si è caratterizzato per un deciso quanto entusiasmante ritorno al passato: i soci e i volontari del Circolo preparano i pasti e li distribuiscono direttamente». Dopo aver effettuato un corso specializzato, infatti, molti di loro hanno manifestato la volontà di mettersi a disposizione la domenica e il lunedì. Risultati già incoraggianti: dei 42mila pasti donati complessivamente dalle cucine economiche, ha sottolineato Fusco, più di 2mila sono stati erogati attraverso questa nuova modalità.

 

Nel complesso tessuto socio-economico cittadino, l’impatto dell’emergenza da Covid-19 ha accelerato l’affiorare di specifici bisogni e l’acuirsi di endemiche necessità, a partire dall’incremento della disoccupazione che ha coinvolto numerose famiglie, private improvvisamente delle proprie fonti di reddito e sostentamento.

 

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