Colle o Chigi? Un dilemma senza rischi. Bianco e Galli a confronto su Formiche.Net.

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Colle o Chigi? Un dilemma senza rischi. Bianco e Galli a confronto su Formiche.Net.

Carlo Galli: Draghi al Colle sarebbe una presenza rassicurante se dalle urne uscisse vincitore una forza politica anti sistema”. Gerardo Bianco: Draghi come De Gasperi. Sarebbe irrispettoso chiedere una rielezione a tempo per Mattarella”.

 

Francesco De Palo

 

Sergio Mattarella e il coraggio dell’io responsabile basterà a fargli dire sì al bis? Formiche.net lo ha chiesto al professor Carlo Galli e all’ex ministro democristiano Gerardo Bianco. Le analisi, pur con le differenti sfumature, convergono su un punto: il dilemma è senza rischi per l’Italia, dal momento che la personalità dell’attuale premier sarà comunque parte integrante della vita politica futura del Paese, al Colle o a Palazzo Chigi.

 

Mattarella saprà valutare un eventuale bis

 

Secondo Carlo Galli, Storico delle dottrine politiche all’Università di Bologna, già deputato dem nella scorsa legislatura, ci penserà lui stesso a capire se davvero la sua eventuale rielezione sia qualcosa di cui l’Italia non possa fare a meno. “Tutti siamo consapevoli che, a fine mandato, la posizione del Capo dello Stato si fa pesante e gravosa, ma la decisione non può che essere sua”.

 

Molti vorrebbero vedere congelata l’attuale situazione: con quali vantaggi? “Non tutti, in verità. Quirinale e Palazzo Chigi oggi rappresentano un asse, ma ci sono forze politiche che in prospettiva vorrebbero esprimere il prossimo premier: personalmente penso che, in caso di reiterato no di Mattarella, la cosa più ovvia sia quella di eleggere Draghi. Non dimentichiamo che il Quirinale è un’istituzione a geometria variabile: quando vi è stata un’oggettiva esigenza, ha avuto un importante peso politico nella pratica italiana”.

 

“Perciò – prosegue Galli – con Draghi al Colle il suo plus valore politico non verrebbe meno, anzi. Una personalità come quella dell’attuale premier, anche dal Colle offrirebbe il proprio contributo all’immagine dell’Italia all’estero. Potrebbe avere il ruolo di rassicurare l’opinione internazionale sulla strada intrapresa dal Paese nel caso che le elezioni politiche fossero vinte da forze politiche antisistema o comunque critiche. Forze che potrebbero legittimamente esprimere un loro presidente del Consiglio come conseguenza di una normale maggioranza parlamentare, ma in un contesto protetto dalla presenza indiretta ma rilevante di un Capo dello Stato come Draghi”.

 

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Le differenze con la rielezione di Napolitano

 

“Sarebbe irrispettoso chiedere una rielezione a tempo per Mattarella”, dice a Formiche.net l’ex ministro democristiano Gerardo Bianco, secondo cui l’attuale Capo dello Stato ha un senso altissimo delle istituzioni e quindi il suo convincimento andrà misurato su questa cultura costituzionale. “Rispetto al bis di Napolitano – osserva – vi sono oggettive differenze, per cui parlare adesso dell’eventuale bis di Mattarella è fuori luogo vista la situazione politica alquanto confusa. Il fatto stesso che spesso torni l’idea di una destra pronta a votare in prima battuta Silvio Berlusconi non può che indurci ad una grande prudenza. È chiaro che se si dovesse verificare una sorta di ingorgo politico-istituzionale allora si potrebbe determinare il cosiddetto caso di eccezione, che potrebbe al limite far rivedere le singole posizioni”.

 

E aggiunge che Draghi è la grande opportunità che l’Italia ha sui tavoli internazionali, per cui qualsiasi ruolo che occuperà in futuro avrà comunque una funzione primaria. “L’Italia con Draghi sta acquistando una nuova dimensione, così come ebbe ai tempi di De Gasperi. Quale che sarà il suo ruolo, da Draghi non si potrà prescindere”.

 

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