Con i privari la Nasa torna sulla luna

Il presidente Donald Trump ha citato l'invio di astronauti statunitensi sulla Luna come obiettivo per la sua amministrazione

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I prossimi esperimenti scientifici lunari della Nasa arriveranno sulla Luna grazie a una navicella costruita da una compagnia privata. In un annuncio, l’agenzia spaziale statunitense ha elencato le aziende ritenute idonee a fare un’offerta per inviare strumenti scientifici e tecnologici sulla superficie lunare.

Comprendono operatori di lunga data nel settore aerospaziale, come Lockheed Martin, ma anche più nomi più recenti, come ad esempio Astrobotic e Masten Space Systems.

Si conferma così la tendenza della Nasa verso partenariati pubblico-privato per l’esplorazione spaziale.

Il primo carico scientifico potrebbe volare già il prossimo anno e la Nasa spera di inviare due carichi utili ogni anno per i prossimi 10 anni. Non è ancora chiaro quale tipo di strumenti verranno inviati.I carichi utili relativamente piccoli e poco costosi forniti tramite il programma Clps sarebbero seguiti da missioni più tradizionali di media e grande portata, ha affermato Bridenstine, compresa un’eventuale missione con equipaggio sulla luna.

Il presidente Donald Trump ha citato l’invio di astronauti statunitensi sulla Luna come obiettivo per la sua amministrazione. La sua direttiva sulla politica spaziale, firmata lo scorso dicembre, invita la Nasa a collaborare con il settore privato per tornare sulla Luna in rotta vista di una missione a lungo termine verso Marte.