Cosa serve per fermare il massacro degli ucraini? Non basta l’esecrazione, urge un invito forte alla concordia.

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Vengono in mente i monsignori di cui parlava Voltaire: erano “più impegnati a gareggiare nel distinguersi tra di loro che nell’assomigliare a Cristo”. Tutto sommato è più gratificante affidarsi in modo convinto alla preghiera.

Francesco Provinciali

 

C’è chi vuole aprire tavoli di riflessione sull’Ucraina, per dire che le colpe vanno divise a metà. Lodevole iniziativa. Sarebbe magnifico liberare anche qualche palloncino al cielo, organizzare fiaccolate. Ma “aprire tavoli di concertazione non serve più, da tempo”. Qui ci troviamo di fronte ad un dittatore definito per eufemismo ‘autocrate’, circondato da un cenacolo di oligarchi, lucido nel perseguire obiettivi di distruzione, annientamento di una Nazione, che nega il principio di autodeterminazione dei popoli.

 

Dei “tavoli” per la pace Putin non se ne fa niente. Non gliene può importare di meno. Se non è ci chiaro il concetto, questo vuol dire che non lo conosciamo bene. Altrimenti non avrebbe incarcerato migliaia e migliaia di suoi connazionali dissidenti: tra cui alcuni bambini che deponevano dei fiori. La storia si ripete e Putin è il nuovo Hitler del XXI secolo: lo ha detto se non erro anche Liliana Segre. La Corte di giustizia dell’Aja lo metterà sotto accusa per crimini di guerra. Ma lui ha fatto sapere che per raggiungere i suoi obiettivi militari è pronto a distruggere il mondo.

 

Nella città di Kharkiv i militari russi hanno ucciso 2000 civili: oltre cento di loro erano bambini. Non sono per la reazione armata, aborrisco le guerre, non voglio l’intervento della Nato perché porterebbe alla terza guerra mondiale e alle testate nucleari. Penso piuttosto ad iniziative politiche di peso…tutti i leader del pianeta che vanno da Putin o lo interpellano in videoconferenza per fermare il massacro, davanti agli occhi del mondo. Deve essere isolato: anche psichiatricamente è irrecuperabile.

 

Ad una CTU personologica un profilo diabolico come il suo, un sanguinario assassino di civili inermi, potrebbe essere valutato, per usare una nota definizione  giudiziaria…“un criminale matricolato”. Circa i “tavoli” un tempo ormai lontano erano una conquista della democrazia ora sono una scelta spesso autoreferenziale e decadente di nichilismo, che serve per salvare la propria coscienza semplicemente parlando, esternando, usando vuote figure retoriche di stile buonista e girotondino. Ma se tra noi c’è ancora chi pensa che vittima e carnefice, Caino e Abele sono “uno che vale uno”, e che  sono “uguali”…temo che abbiamo imboccato la via della decadenza della nostra civiltà.

 

Federico Rampini (uomo di sinistra da sempre) ha detto che l’Occidente è un malato in fase terminale. Lui ha vissuto più all’estero che in Italia, conosce il mondo come pochi. Chi non coglie questi segnali provi a leggere il suo libro “Fermare Pechino”. Oppure a dare un’occhiata a questo articolo di Giuliano Cazzola, giuslavorista e politologo eccellente e senza peli sulla lingua, pubblicato su Huffington Post. Una persona coraggiosa, intelligente ed intellettualmente onesta.

 

https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/03/04/news/putin_non_si_difende_e_un_aggressore_e_va_fermato-8894063/?ref=HHTP-BH-I8826926-P1-S3-T1

 

Chi vuole contribuire alla pace è sempre benvenuto purchè rechi con sé il senso della misura. Sarebbe bellissimo riunirsi e decidere di inviare a Putin le colombe della pace. Ma all’atto pratico…sarebbe una soluzione ininfluente e comunque irrealizzabile: attorno ai tavoli si siedono tra l’altro affabulatori mestieranti e professionisti che vogliono soverchiare il proprio interlocutore. L’importante è “uscire” con un documento di esecrazione, ma anche di invito alla concordia: dimentichiamo i morti e prendiamoci per mano, tutto alla fine si ricompone nel nulla.

 

Mi vengono in mente i monsignori di cui parlava Voltaire:, e cioè “coloro che sono più impegnati a gareggiare nel distinguersi tra di loro che nell’assomigliare a Cristo”. Tutto sommato è più gratificante affidarsi in modo convinto alla preghiera. E per fare questo non serve sedersi intorno a un tavolo, basta inginocchiarsi e invocare con fede la mano protettrice di Dio.