Crisi di Governo: a due passi dalla soluzione.

Una cosa è sicura, comunque vada, il soggetto che più di ogni altro ha pagato per le sue intemperanze, è Matteo Renzi

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Immagino siano ore frenetiche. Anche perché, come indicato perentoriamente dal Presidente della Repubblica, il premier Conte, alla Camera, si presenterà lunedì. Quindi non si è perso un giorno.

Gli indicatori danno comunque una soluzione: nessuno intende andare alle elezioni, anche i possibili vincitori, perché lascerebbero a casa, una buona quantità di parlamentari attualmente presenti alla Camera e al Senato.

La vera forza di questa maggioranza, sono i 345, tra senatori e deputati che lascerebbero le penne nel prossimo Parlamento. Quest’ultimo motivo è, sopra ogni altra cosa, l’irriducibile verità che garantisce ai due rami, la loro permanenza fino al 2023.

In cuor loro, così io penso, credo che una soluzione sia trovata. Certo, alcuni urleranno, altri grideranno allo scandalo, altri ancora sorrideranno, ma è indubbio che, sotto sotto, tutti saranno felici. Il solito gioco delle parti. Importante è non perdere il ruolo che essi coprono.

In un modo o nell’altro, martedì prossimo, Giuseppe Conte resterà in sella. Troppo pericoloso mandarlo a gambe all’aria. Probabilmente, non trovassero i numeri sufficienti per raggiungere il fatidico numero di 161, troveranno un marchingegno, al fine di superare l’ostacolo, almeno in questo frangente. Poi si vedrà.

In un regime parlamentare è legittimo, in virtù della libertà concessa al parlamentare, di cambiare casacca e di passare da un gruppo all’altro. È sempre successo. È successo nel primo governo Conte, come nel secondo governo Conte. E se andiamo indietro nel tempo, troveremmo esempi sia a destra sia a sinistra a non finire.

Le regole sono queste e i giochi si fanno secondo quei codici. Se si vuole rigidità, se si pretende rigidità, si devono cambiare quelle.

In ogni caso, è del tutto evidente che questo bubbone politico non ci voleva proprio, vista la pessima condizione in cui ci troviamo. Ciechi sono coloro i quali portano oggi ad esempio il caso olandese, scordandosi di precisare che l’Olanda va ad elezioni naturali tra tre mesi.

Una cosa è sicura, comunque vada, il soggetto che più di ogni altro ha pagato per le sue intemperanze, è Matteo Renzi, il quale potrebbe in un colpo solo perdere i suoi Ministri, sciogliere il gruppo e trovarsi ai margini della realtà politica.

Con la sua mossa, difficilmente troverà più collocazione nella compagine di centro sinistra e non potrà essere nemmeno ospitato nel campo del centro destra.