Da Bruxelles luce verde per la circolazione libera e sicura dei dati non personali

Potranno essere sfruttate meglio le opportunità offerte dalle tecnologie e dal progresso digitale, come l'intelligenza artificiale e i supercomputer.

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Il regolamento generale sulla protezione dei dati insieme a quello sulla libera circolazione dei riferimenti non personali porterà ad una crescita economica in tutta l’Unione. Se i dati circolano liberamente l’Europa potrà sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle tecnologie e dal progresso digitale, come ad esempio l’intelligenza artificiale e i supercomputer. Dando il proprio assenso alla circolazione libera e sicura dei dati non personali, il Parlamento europeo rivolge un segnale chiaro a tutte le imprese europee sottolineando come non importi dove si archivino e trattino i dati nell’Ue, poiché gli obblighi di localizzazione all’interno degli Stati membri appartengono al passato. Ora le startup e le Pmi avranno infatti la possibilità di realizzare nuovi servizi attraverso l’innovazione transfrontaliera basata sui dati, un sistema che potrebbe portare ad un aumento del 4% (739 miliardi di euro) del Pil europeo entro il 2020.

Il regolamento appena varato vuole eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei dati non personali e nelle prossime settimane il Consiglio europeo adotterà le nuove disposizioni, che entreranno in vigore entro la fine dell’anno. Quando il regolamento sarà adottato formalmente, gli Stati membri avranno 6 mesi di tempo per applicarlo a tutti gli effetti.

Il regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali non ha alcun effetto sull’applicazione di quello sulla protezione dei dati personali. I due ordinamenti funzioneranno tuttavia in maniera complementare per garantire a riguardo uno spazio unico europeo. In caso di dati misti, infine, le disposizioni del regolamento generale sulla privacy verranno applicate ai dati personali e il principio della libera circolazione si applicherà anche a quelli  non personali.