Dal Pd niente barricate verso i cattolici. A Bologna si sperimenta l’apertura a “Rete Bianca” del partito di Matteo Lepore.

210

A seguito di una lettura giornalistica incompleta della situazione politica bolognese, questa nota, apparsa sabato 25 settembre su “Il Resto del Carlino”, ha messo in chiaro  come i cattolici democratici si muovano in occasione del rinnovo del sindaco e del consiglio comunale, trovando sponda e solidarietà nel Pd locale.

 

Nicola Caprioli

 

Da candidato indipendente al Consiglio Comunale nella lista del PD, mi sento in dovere di rispondere a quanto è stato recentemente affermato su alcune testate da qualche voce locale dell’associazionismo cattolico – legittimamente ma, mi si consenta, in modo inesatto – riguardo al rapporto in essere tra Partito Democratico bolognese e i “cattolici” del territorio.

 

In particolare, trovo ingiusto, oltre che non rispondente al vero, affermare che nel PD una “ostilità più o meno dichiarata ai cattolici è quasi la norma” e che Matteo Lepore abbia “impostato la sua candidatura su una svolta a sinistra del PD locale”.

 

Non è mia intenzione entrare nel merito delle dinamiche che hanno portato il PD locale a non candidare alcuni propri specifici esponenti: se ne è già parlato abbondantemente sui media locali e nazionali e trovo quanto meno inopportuno esprimere un giudizio su una questione prettamente interna ad un partito a cui non sono iscritto.

 

A tale riguardo, ma in via assolutamente generale, posso dire solo che quando una persona aderisce liberamente ad un progetto politico (ed un partito, ancor più di una coalizione, sicuramente lo è) si presume che sia convinto della bontà dello stesso e che, quindi, sia disponibile a svolgere il ruolo che le circostanze individuano per lui/lei all’interno del progetto stesso, senza condizionare il proprio impegno ad una candidatura.

 

Quella che segnalo come inesatta, in quanto smentita dai fatti, è l’interpretazione che ne viene data ovvero che l’aver escluso alcuni ben specificati esponenti PD sia una mancanza di attenzione, se non un vero e proprio atto ostile, verso tutto il mondo cattolico.

 

Questo non è vero, a meno di non considerare tali esponenti come unici cattolici esistenti nella coalizione a supporto della candidatura di Matteo Lepore.

 

C’è una evidenza che curiosamente, o forse strumentalmente, sembra sfuggire ad alcuni: ovvero che nella lista del Partito Democratico sono ben presenti anche candidature marcatamente provenienti dalla cultura e tradizione politica cattolico-democratica e popolare.