È possibile il parallelismo tra l’intesa Dc-Psi e l’intesa Pd-M5S?

Un clima internazionale così e con le difficoltà del nostro Paese, possiamo pensare che il panorama politico prospettato (alleanza PD, M5S) sia la soluzione?

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Ho cercato di leggere con attenzione l’articolo di Massimo De Simoni.
Si butta a capifitto nel proporre e caldeggiare l’alleanza tra PD e M5S. Opinione legittima, e chi fa politica ha il diritto di avventurarsi in questo mare e navigare anche contro vento. Il PD, la sua “rotta” politica dove punta? Ha individuato quale bussola il M5S? Questo movimento, partito, aggregazione, nessuno sa cosa sia, cosa può offrire al PD (in termini politici)? Quale sbocco, quale futuro (sic!), quale programma e visione del Paese. Con l’approssimarsi del referendum si evidenzia un punto di contatto, in verità. La guerra senza limiti ad una vera riforma costituzionale. Riforma organica e finalizzata a trasformare questo Paese in una democrazia compiuta e moderna, a risolvere storture che lo stanno soffocando. Ora, il PD si accontenta delle briciole che cadono dalla mensa della “nuova casta”.

Davvero possiamo pensare ad un parallelo fra l’accordo DC/PSI, che portò alla creazione del centrosinistra, e l’alleanza PD e M5S? Il solo pensiero stimola l’orticaria.
Evocare il clima politico internazionale di quegli anni, per dire che di politici come Moro e Berlinguer se ne può fare a meno, in una stagione politica senza quelle difficoltà, si può definire una lettura un po’ superficiale degli sconvolgimenti che il mondo sta affrontando? Dai conflitti di natura economica fra le tre grandi nazioni, USA, RUSSIA, CINA, ai conflitti, che il Papa non ha esitato a definire “la terza guerra mondiale a pezzi”. Al tema delle migrazioni che, a meno di trascurare quella povera gente, è e sarà un problema gigantesco.

Un clima internazionale così e con le difficoltà del nostro Paese, possiamo pensare che il panorama politico prospettato (alleanza PD, M5S) sia la soluzione? Un partito che gioca in difesa e non sa dove puntare il timone e un “movimento populista” che vuole solo puntare a “punire” la cosiddetta casta.

Vengono i brividi al pensiero che in questo clima dovranno essere gestiti oltre 200 miliardi di €, il cui obiettivo sarebbe o dovrebbe essere la rinascita dell’Italia.
Speriamo almeno nei “cattolici”, invochino l’intervento divino.