Diamo forma all’alleanza della solidarietò e della libertà

Personalmente ritengo che l’intervento (ndr. sul gruppo whatsapp della “Rete Bianca”) che Lucio D’Ubaldo ha scritto nei giorni scorsi introduca alcuni elementi chiari dai quali occorra partire.

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Personalmente ritengo che l’intervento (ndr. sul gruppo whatsapp della “Rete Bianca”) che Lucio D’Ubaldo ha scritto nei giorni scorsi introduca alcuni elementi chiari dai quali occorra partire.

In primo luogo egli parla di “un’alleanza della solidarietà e della libertà”. Credo sia un’ottima partenza. Post-ideologica, ma non priva di riferimenti ideali chiari e storicamente ben fondati. Siamo nel filone murriano, sturziano e degasperiano. La prospettiva solidaristica e democratica innestata sulla precedente esperienza cattolico-liberale, sensibile a una spiritualità forte ma non disincarnata, anche se non confusa con l’impegno sociale e politico.

Questa è la nostra tradizione. La definizione offerta da Lucio ha il pregio di essere semplice ma chiara, efficace ma non ripete termini usurati da letture e impieghi passati e facili a far cadere in equivoci. Sono anch’essi termini culturalmente consolidati, ma vengono usati in modo nuovo, con riferimento a un’”alleanza”.

Capaci quindi di attrarre e non respingere: quello che in un momento di ricerca per una nuova fondazione ci serve. Quanto all’area di riferimento cerchiamo di liberarci un poco di talune polemiche contingenti, che come ben sappiamo recano sempre al proprio interno aspetti positivi e negativi, e non sono quindi molto utili in un momento in cui per costruire il nuovo dobbiamo fare forza su noi stessi e usare il discernimento in sommo grado, che vuol dire in estrema sintesi cogliere in ogni evento la coerenza interna che lo definisce e non soffermarci su momenti secondari, di dettaglio, che se tali cadranno da soli. Da questo sforzo morale e intellettuale al tempo stesso dipenderà la riuscita stessa di questo nostro impegno.

In estrema sintesi, dobbiamo corrispondere all’invito che Lucio ci rivolge alla chiarezza, semplicità e razionalità, con coraggio, creatività e coerenza nei nostri contributi, con “formule inedite” anche se inserite in una “storia feconda”. Non è proprio una impresa facile, ma è l’unica. Personalmente mi ritrovo in una prospettiva di questo tipo.