Migranti, Diocesi di Salerno: lettera alle parrocchie

In questo momento “sembra davvero che lo sguardo non sia più rivolto verso l’uomo, per noi cristiani verso il fratello, che diviene prossimo, ma bensì solo verso se stessi”

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Oramai da giorni assistiamo al continuo aggiornamento del numero dei morti nel nostro Mediterraneo, da giorni leggiamo sui giornali di episodi di razzismo nei riguardi di bambini, ragazzi, giovani, adulti che hanno il colore della pelle diverso dal pelle dei nostri nonni. Questi eventi ed episodi non sono nuovi, ma in questo tempo si stanno ripetendo come conseguenza ad una decisione di ‘escludere’ dalla nostra vita, dalla nostra vista, dalla nostra storia, dalla nostra terra ‘gli altri’, che per noi cristiani sono da considerarsi ‘fratelli’”. Si apre così la lettera inviata alle parrocchie e alle aggregazioni laicali dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Salerno – Campagna – Acerno.

“Il crescente senso di paura, dovuto ad una percezione di invasione, di depauperamento della nostra cultura, di furto dei nostri beni materiali e spirituali, di aggressione al nostro benessere, sta portando – scrive il direttore Antonio Bonifacio – all’insinuarsi e consolidarsi del pensiero di dover respingere coloro che vengono a noi per fuggire a guerre, fame, disastri ambientali o anche per tentare di raggiungere un sogno di vita diversa per studio, per incontrare i propri familiari, per lavorare ed aiutare i propri familiari”.

In questo momento “sembra davvero che lo sguardo non sia più rivolto verso l’uomo, per noi cristiani verso il fratello, che diviene prossimo, ma bensì solo verso se stessi”, si legge nel testo invitando tutti “a non abbassare lo sguardo, a non cedere ai pensieri di respingimento, a non far finta che nulla stia accadendo solo perché lontano dalle nostre coste o lontano dai nostri occhi”. Pe la Migrantes diocesana “gli eventi di questi anni richiedono una riflessione sulla gestione di un fenomeno, non un problema, ma ciò non può farci assecondare silenti a questa degenerazione di comportamenti razzisti e della morte di tanti fratelli innocenti in mare”.

Da qui l’invito a promuove nelle varie comunità ecclesiali della diocesi una preghiera per tutte le vittime  dei naufragi e per color che sono chiamati “a dover decidere sul futuro di vite umane” e rileggere e riflettere, insieme alla comunità cristiana, sulla lettera della Commissione Episcopale per le Migrazioni del maggio 2018 “Comunità accoglienti. Uscire dalla paura”.