Disconnessi per tre ore

Una dipendenza tecnologica che mina i rapporti interpersonali accomunando bambini, giovani e adulti.

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Ammettiamolo; l’idea di abbandonare il nostro smartphone anche e solo per una manciata di minuti ci mette ansia. Peggio: ci rende nevrotici. Non vediamo l’ora di riappropriarcene e vedere quante persone ci hanno scritto, cercato, chiesto amicizia e via dicendo. Un intimo compiacimento che alimenta una vera e propria ossessione.

Una dipendenza tecnologica che mina i rapporti interpersonali accomunando bambini, giovani e adulti. Ecco allora l’iniziativa del Disconnect Day che si tiene oggi a Corinaldo, nelle Marche (e che verrà replicata in varie città d’Italia). Qui i visitatori dovranno sigillare telefoni e dispositivi in un’apposita busta per almeno tre ore e consegnarla agli infopoint presenti in città. Tre ore per staccare la spina e parlare d’altro. Tre ore per provare a resistere a quella frenesia.  Tre ore per ritrovare se stessi. Tre ore di libertà riconquistata.