Don Alberione, l’apostolo della comunicazione sociale. L’Europa ha bisogno della sua testimonianza.

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Venerdì scorso, 26 novembre, a Roma, presso la Basilica Maria Regina degli Apostoli” (Santuario della Società San Paolo), per il cinquantesimo anniversario del dies natalis del Beato Giacomo Alberione, il Cardinale Marcello Semeraro ha presieduto la Messa con Don Valdir Josè De Castro (Superiore Generale della Società San Paolo) ed altri esponenti del governo nazionale Paolino.

 

Vincenzo Martorana

 

Chiesa gremita di fedeli, in onore di Don Alberione, ricordato come l’apostolo della comunicazione sociale dei tempi moderni.

 

Durante l’omelia, il Cardinale Semeraro ha esposto la sequenza evangelica “Gesù Via Verità e Vita” quale fondamento della teologia alberioniana; citando anche San Beda, Sant’Ambrogio, San Paolo VI, lo stesso San Paolo Apostolo, egli ha ricordato come Don Alberione sia stato illuminante per migliaia di vocazioni ecclesiastiche e ispiratore di copiose opere di santità che hanno, dunque, radici spirituali lontane, ma sempre attuali e gravide di futuro, partendo da un presente dove il Fondatore Paolino ha saputo cogliere o, meglio, “scrutare i segni dei tempi”, proprio innestato in Cristo come il piccolo tralcio alla Fonte della grazia, perciò riuscendo a portare molto frutto anche in opere di apostolato, presenti in tutti i continenti della terra.

 

Quindi, l’autentico discepolo paolino è colui che con la mente, con la volontà e con il cuore agisce centrato in Cristo, sì che possa dire di sè: vivit vero in me Christus.

Sulla base di tale visione cristologica, nel saluto conclusivo della funzione liturgica, Don Valdir ha affermato come tanti altri possano continuare l’opera del Beato Giacomo Alberione, ponendo al centro della propria testimonianza “Gesù Via Verità e Vita”, per mezzo di Maria Santissima.

 

L’idea che emerge, come bilancio centenario dell’apostolato del Fondatore della Società San Paolo, è la fortissima, indissolubile, simbiotica unione tra Don Alberione e i suoi “figli” con Gesù Cristo, propulsiva di un impegno sempre vivo nella società, perché innerva la moderna comunicazione sociale dello spirito cristiano che idealmente è il polmone dell’Occidente.

 

Di questa identità l’Europa necessita per non smarrire il senso del futuro, sempre più imperniato sulla funzione dei social network, sempre più bisognoso di punti di riferimento ancorati non a valori mutevoli, relativi, liquidi, ma a princìpi aristotelicamente inamovibili come quelli della Dottrina Sociale della Chiesa, universali come quelli del Vangelo.

 

Vincenzo Martorana, impegnato nel Centro Culturale San Paolo, é un Cooperatore Paolino.