Due esempi di generosità

Diceva il Manzoni che la generosità “è una colpa che non viene perdonata dal genere umano, specie se viene fatta con sincerità”.

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Diceva uno scrittore francese, Jules Renard, che “è più facile essere generosi che non rimpiangerlo”. Naturalmente è un aforisma, a sua volta generoso, nei confronti del genere umano, ma pur sempre utile. Soprattutto nei tempi in cui viviamo, dove la magnanimità tende spesso a essere liquidata come puro buonismo, dunque sospetto.
Per fortuna ogni tanto ci sono alcuni episodi che smentiscono il “mainstream” corrente e ci riconciliano con il genere umano. Si tratta di esempi a loro modo straordinari (cioè non ordinari) che fanno di martedì 28 maggio scorso una giornata, dal punto di vista del mondo sportivo, per certi versi memorabile.

Andiamo con ordine. “Rinuncio a due anni di contratto, perché la mia storia con la società non potrà mai essere una questione di soldi”. Rinunciando a ciò cui probabilmente nessuno rinuncerebbe, ovvero alla modica cifra di una decina di milioni di euro (lordi) di liquidazione, per cederli ai collaboratori del suo staff, l’allenatore del Milan Gennaro Gattuso ha dato una nobile lezione di grandezza d’animo in un mondo (quello sportivo) e in un clima generale del Paese, tutt’altro che ben disposto alla gratuità del dono. Cacciato dal Milan dopo una stagione non irrilevante, sorte che purtroppo lo accomuna ad altri (più titolati) allenatori. E nel Paese in cui non si dimette mai nessuno, il suo gesto rappresenta una rarità.

Certamente di altri tempi, è anche il gesto del ciclista Francisco Ventoso che passa la borraccia al collega Vincenzo Nibali, nel momento più difficile della tappa più difficile del Giro d’Italia, la temibile salita del Mortirolo.

Ventoso e Nibali, quasi come Bartali e Coppi, protagonisti di uno storico scambio di borracce rimasto avvolto nel mistero (su quale dei due campioni la porgeva e quale la riceveva), ma pur sempre capace di accendere l’immaginario degli appassionati di ciclismo e di rinforzare il mito degli italiani “brava gente”, generosi e altruisti.

Diceva il Manzoni che la generosità “è una colpa che non viene perdonata dal genere umano, specie se viene fatta con sincerità”. Speriamo che i gesti di Gattuso e Ventoso siano correttamente intesi dai “leoni da tastiera” del popolo dei social.