Elezioni del 1921, l’Italia si avvita in una spirale di crisi: sullo sfondo la sagoma vittoriosa del fascismo.

Corsi e ricorsi storici: un secolo fa si aprì una delle fasi più controverse della storia patria contemporanea. La scellerata leggerezza della classe dirigente liberal-democratica.

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Corsi e ricorsi storici: un secolo fa si aprì una delle fasi più controverse della storia patria contemporanea. La scellerata leggerezza della classe dirigente liberal-democratica.

Era di maggio, come scrisse un poco noto poeta contemporaneo, il buon Salvatore Di Giacomo. LItalia, dopo aver vissuto sulla sua pelle la tragedia del primo conflitto mondiale e tutto ciò che ne conseguì, si preparava ad affrontare unaltra (altrettanto) delicatissima fase, specie nel suo futuro più immediato. Ma se le responsabilità per la catastrofe del 1914-18 avrebbero dovuto essere distribuite equamentetra le diplomazie di mezza Europa cosa che non successe ciò a cui andò incontro il paese nel biennio 21-22 lo si deve per gran parte alla scellerata leggerezza di chi in quel momento aveva la facoltà di decidere, o quanto meno aveva la possibilità di dare una svolta diversa alla politica del Regno.

Cerchiamo di identificarne i protagonisti principali e la causa/effetto.

Le elezioni del 15 maggio 1921 videro laffermazione dei socialisti e dei popolari, con il 45% dei voti complessivi su scala nazionale. Un buon risultato, ma non si trattò tuttavia di una vittoria. Cosa successe perché lItalia fosse messa in condizione di correre incontro a una grave crisi interna, a nuovi spargimenti di sangue e a una guerra civile che ne avrebbe condizionato i costumi e la società sino a questo terzo millennio?

Andando per ordine, va ricordato innanzitutto lerrore commesso dallottuagenario Giolitti richiamato a formare un governo di scopo nel sottovalutare i sommovimenti interni e il malcontento nel paese manifestato a seguito della fine della Grande Guerra e della Pace di Versailles, le quali avevano smosso le coscienze dei movimenti nazionalisti e ridotto alla fame milioni di persone, soprattutto quelle appartenenti ai ceti più modesti (contadini e operai).

In secondo luogo, la questione sociale. Mentre dilagavano infatti gli assalti delle squadre fasciste alle camere del lavoro, alle sedi delle leghe e ai municipi estendendosi anche alle aree mezzadrili del Centro-Nord, gli autori delle violenze arrivarono a godere di unampia impunità da parte di chi, nel governo e nella magistratura, non vedeva di buon occhio lavanzata dei partiti popolari di massa e si serviva dei loro acerrimi oppositori per ridurre a più modeste pretese le sinistre.

Un altro errore imperdonabile fu quello commesso dalle correnti moderate liberal-democratiche, che nel 1921 permisero linserimento di ogni sorta di movimento politico nei cosiddetti blocchi nazionali” – di cui facevano parte con la rinnovata intenzione di tenere fuori dal giogo di governo la corrente popolare guidata da Don Sturzo e gli stessi socialisti. Queste strategie legittimarono lintensificazione degli scontri e delle aggressioni tra avversari politici permettendo inoltre lingresso di 35 deputati fascisti in Parlamento.

La storiografia attuale, benché siano stati versati fiumi di inchiostro per redigere congetture, ipotesi, tesi più o meno attendibili, romanzi e deduzioni, in damnatio memoriae ha ancora dubbi, me compreso, sul perché Vittorio Emanuele III la notte del 28 ottobre del 22 rifiutò, al pur debole governo Facta, di firmare lo stato dassedio per bloccare i marcisti che entravano a Roma. Facta non ne volle parlare, ma ogni conclusione può ancora oggi essere valida. Fu effettivamente e solo una decisione politica o venne obbligato a farlo? E da chi? Ai posteri lardua sentenza.

Alcuni eventi sono ciclici; in molti casi, ciclica è stata ed è la tendenza dei riformisti (e delle sinistre più in generale) a mettersi nelle condizioni di dare enormi vantaggi agli antagonisti e permettere loro di vincere le elezioni. E come un secolo fa, le spaccature di una corrente così variegata che si oppone alle destre probabilmente saranno decisive anche in merito ai risultati delle politiche 2021. In un senso o nellaltro.