Elezioni europee: andare a votare significa “dire quale Europa vogliamo”

Anche i vescovi francesi scendono in campo e con un messaggio richiamano i cittadini di Francia a partecipare alle elezioni europee di fine maggio

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Anche i vescovi francesi scendono in campo e con un messaggio richiamano i cittadini di Francia a partecipare alle elezioni europee di fine maggio. “Non si tratta di chiudersi in uno schema manicheo (a favore o contro l’Europa), ma di dire quale Europa vogliamo, il modello economico, sociale, culturale e spirituale che ci sembra il più adatto per il nostro continente oggi”.

“Le elezioni per il Parlamento europeo si svolgeranno presto in un contesto difficile, sia a livello nazionale che europeo. Dire che l’Europa non gode di buona reputazione è una banalità: per molti dei nostri concittadini sembra distante, tecnocratica, spesso inefficace. Eppure, ci sembra importante invitare i cattolici, e in generale tutti i cittadini, a partecipare alle elezioni dei deputati  al parlamento europeo”. “I poteri del Parlamento europeo sono aumentati nel corso degli anni”, ricordano i vescovi francesi. “E vale la pena ricordare che molte decisioni europee influiscono sulla nostra vita quotidiana, attraverso politiche comuni (ad esempio agricole), lo scambio di beni e servizi, la circolazione di persone, l’istituzione da venti anni di una moneta comune, l’armonizzazione dei regolamenti, la politica commerciale internazionale”.

“L’Europa  è un continente segnato da una storia, dolorosa e conflittuale”.

“La Chiesa cattolica è sempre stata attenta a questo consolidamento della pace nella costruzione dell’Europa” ma “se oggi la pace in Europa sembra essere raggiunta per le generazioni più giovani, ricordiamoci anche che la guerra è alle porte, ieri nei Balcani, oggi in Ucraina”.

Inoltre, osservano ancora i vescovi, ci sono questioni che in Europa non possono essere risolte dai singoli Stati come la questione migratoria. E concludono: “dobbiamo aiutare i cittadini europei a discernere la natura delle loro scelte perché l’Europa possa rispondere sempre meglio alle loro attese ma anche alla sua missione per lo sviluppo del mondo”.