EMERGENZA RIFIUTI, CIACCHERI CONTRO GUALTIERI: “CI VUOLE L’ESERCITO”. IL PD RISPONDE A TONO E PARLA DEI ROGHI.

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Tre anni fa, contro la Raggi, la mobilitazione sulla pulizia della città vide il Pd accanto al Presidente dell’VIII municipio. I tempi sono cambiati. Ora il Pd reagisce male e fa sua la teoria del complotto, dopo che aveva taciuto stranamente sull’incendio devastante di Malagrotta. Meglio tardi che mai. Manca tuttavia un’analisi rigorosa, possibilmente negli organi di partito, sulla dinamica dei fatti. Sul punto, ad esempio, qual è il pensiero dei candidati alla successione di Zingaretti?

 

Romano Contromano

 

Come un fulmine a ciel sereno, si è abbattuto ieri pomeriggio sul “campo largo” capitolino il duro comunicato stampa di Amedeo Ciaccheri, Presidente dell’VIII Municipio nonché recente fondatore, insieme all’europarlamentare Massimiliano Smeriglio (ex Rifondazione Comunista), di “Alternativa Comune”, nuova piattaforma rosso-verde. Ciaccheri ha denunciato il grave stato di degrado della città a causa della mancata rimozione dei rifiuti dalle strade: con il caldo record si profila l’allarme igienico-sanitario. Naturalmente parlava per i quartieri del suo Municipio, sebbene con lo sguardo rivolto a tutta la città, arrivando ad invocare infatti l’intervento dell’esercito qualora l’emergenza non trovasse rimedio nei prossimi giorni. Doveva essere un proclama firmato anche da altri Presidenti di Municipio, ma all’ultimo il mini-Sindaco della Garbatella è rimasto isolato perché nemmeno l’opposizione di destra gli ha dato sponda. |In pratica l’ala più movimentata della coalizione ha rotto gli argini, mettendo chiaramente sotto accusa la Giunta Gualtieri, di cui fa parte

 

La risposta non si è fatta attendere. In una nota firmata dalla capogruppo, Valeria Baglio, e dal Presidente della Commissione capitolina Ambiente, Giammarco Palmieri, il Pd ha voluto mettere i puntini sulla i, contestando la posizione di Ciaccheri. “Roma ha avviato – si legge appunto nella nota – un percorso trasparente e determinato verso la chiusura del ciclo dei rifiuti. L’incendio che ha colpito il Tmb di Malagrotta è un evento senza precedenti di dimensioni enormi. Sicuramente frutto della mano dell’uomo, come molti degli incendi di questi ultimi giorni. Sono ombre inquietanti che stanno creando allarme nella città e rallentando il lavoro avviato dalla Giunta per pulire la città, dopo anni di inefficienza. Non bisogna cadere nella trappola di chi tenta di creare divisione”.

 

Di qui l’affermazione più dura: “Per questo diciamo no alla richiesta di intervento dell’esercito. È una proposta irricevibile, perché Roma sta iniziando con le sue gambe e le sue forze ad imboccare il percorso della normalità nella gestione dei rifiuti che produce. Il ricorso a misure emergenziali e straordinarie rappresenterebbe nei fatti il riconoscimento che intralciare il lavoro dell’amministrazione ha i suoi effetti. Con l’apertura del Tmb di Guidonia, la possibilità di nuovi conferimenti ad Albano e con il potenziamento di personale e mezzi di Ama, Roma si avvia al superamento del momento emergenziale e alla normalizzazione con le sue forze”.

 

E in conclusione Baglio e Palmieri rilanciano la proposta dell’inceneritore, per il quale nel Decreto Aiuti, all’esame del Parlamento, sono previsti i necessari finanziamenti. Precisano i due: “…è soprattutto con la realizzazione dell’impiantistica che la Capitale farà un quel salto in avanti che in questi anni è mancato. L’attuale fragilità del sistema, ed il continuo susseguirsi di emergenze è il frutto delle mancate scelte degli ultimi anni. Quello che stiamo vivendo è colpa dello stallo che Roma vive da anni. Il nostro sostegno al Sindaco Gualtieri e all’assessora Alfonsi è pieno. Per la prima volta Roma ha un piano serio ed efficiente per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti. È necessario andare avanti con piena responsabilità in questa direzione”.

 

La polemica probabilmente scemerà e dell’uscita provocatoria di Ciaccheri non rimarrà traccia. Solo tre anni fa, per motivi analoghi, riuscì comunque a trascinare anche il Pd in una manifestazione all’Ostiense contro l’immobilismo della Raggi. I tempi sono cambiati. Ora il Pd reagisce male e fa sua la teoria del complotto, dopo che aveva taciuto stranamente sull’incendio devastante di Malagrotta. Meglio tardi che mai. Tuttavia, se è vero che non spetta a un partito accertare le responsabilità per atti di natura criminale, ad esso compete senza dubbio di valutare organicamente, sul piano politico, la dinamica di eventi disastrosi. A chi giova, in particolare, la messa fuori uso del Tmb di Malagrotta? Come si può o si deve interpretare, in altre parole, la grave lesione all’apparato industriale collegato alla gestione dei rifiuti urbani? Non basta esorcizzare l’intervento dell’esercito, che mai la sinistra in passato avrebbe concepito, se poi manca un’analisi appropriata di ciò che di torbido si agita attorno alla gestione dell’immondizia. E stride con la rilevanza di tale questione l’assenza di un dibattito serio e approfondito negli organi del partito. Non hanno nulla dire, a riguardo, i candidati (anche se ufficiosi) alla Presidenza della Regione al posto di Zingaretti?