Equilibrio precario

La prossima stagione invernale che si sta affacciando ci dirà quali e come saranno gli avvenimenti della politica italiana.

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Oramai nel governo c’è guerra su quasi tutto. L’ultima questione è la modifica della norma sulla prescrizione voluta dai 5Stelle. Ci sono però molte altre vicende che caratterizzano il forte livello di conflittualità che, se continuasse, potrebbe sfociare in una crisi di governo dagli esiti imponderabili.

Probabilmente i motivi di questi dissapori sono dovuti a una serie di fattori: il primo, che i due partiti provengono da storie profondamente diverse  che non consentono un qualsiasi collante tra loro; il secondo, che il contratto sottoscritto non trova, alla prova dei fatti, concreta condivisione stante l’aleatorietà e l’ambiguità dei punti in esso contenuti.

Non aiuta neanche la concorrenza politica tra i 5Stelle e la Lega che, settimanalmente, alimenta i sondaggi i cui esiti, allo stato attuale, danno maggiori consensi ai leghisti e meno ai penta stellati. Tutto questo contribuisce a rallentare l’azione di governo rendendola complicata anche nelle situazioni più semplici. Inoltre, le baruffe per la distribuzione delle poche risorse finanziarie disponibili complica ulteriormente il rapporto politico tra le due forze politiche che reggono le sorti del Governo. Problemi a cui si sommano il diverso approccio con la Commissione Europea della Lega rispetto i 5Stelle a cui si aggiungono anche i forti malumori emergenti dentro le rispettive forze politiche.

È necessario fare un distinguo del modo di fare politica tra la Lega e i 5Stelle. Il primo dimostra una responsabilità governativa che guarda con attenzione alle esigenze di alcune articolazioni della società a partire dal mondo produttivo, mentre il secondo, che ha poca esperienza di governo, è costretto a rispondere alle diverse sensibilità politiche che lo votano. Per fare un esempio su tutti, il conflitto emergente per la realizzazione o meno delle grandi opere infrastrutturali.

In aggiunta a questo, ora che si avvicina la discussione di vari provvedimenti governativi, dalla finanziaria ad altri ancora demandati a singoli decreti legge, il pericolo che si accentui il conflitto interno è quanto mai reale.

Forse si salveranno da una crisi di governo perché la Lega guarda con attenzione alle elezioni Europee di maggio ma i penta stellati o almeno una parte di essi, non tollerano di essere al traino di Salvini, preferendo andare quanto prima a elezioni politiche anticipate.

Insomma, stiamo assistendo a comportamenti politici che, se da un lato, ricordano la peggior fase della prima Repubblica dove i litigi erano all’ordine del giorno, dall’altra, potrebbe presentarsi una nuova fase di ricomposizione del centro destra, che si dovrebbe assumersi la responsabilità di costituire un governo diverso dall’attuale. Magari con il coinvolgimento del Pd o con una parte di esso, frutto di un’altra scissione …

La prossima stagione invernale che si sta affacciando ci dirà quali e come saranno gli avvenimenti della politica italiana.