Evviva la callipigia. Nota a margine del caso della Spigolatrice di Sapri.

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Danilo Campanella

Se parlare del sedere della Spigolatrice servirà a riportare lattenzione sulla nostra storia, non se ne vede il dramma. E se da domani i ragazzi, passando per Sapri, si faranno un selfie davanti (anzi, dietro) la Spigolatrice, in tutto il mondo si chiederanno chi fosse e perché è lì. E se la nostra storia venisse conosciuta anche attraverso un paio di natiche, non sarebbe certo la prima volta.

Le recenti polemiche riguardo alla statua callipigia della Spigolatrice a Sapri hanno avuto il merito di averci distratto per qualche giorno dal terrorismo psicologico post vaccinale. La spigolatrice, personaggio immaginario, nella narrazione ottocentesca di Luigi Mercantini rappresenta una umile operaia addetta alla spigolatura del grano, che si trovava per caso ad assistere allo sbarco dei trecento ragazzi guidati dal rivoluzionario Carlo Pisacane, con l’intento di rovesciare il regno borbonico. Una volta sbarcati non solo vennero ostacolati dalla popolazione (cosa che la dice lunga sulla popolarità del re) ma vennero catturati e processati.

 

Nonostante la bella poesia che ci facevano recitare alle scuole elementari (… erano giovani e forti e sono morti…) e a parte Pisacane che si suicidò per paura di essere condannato a morte, gli altri vennero tutti graziati dal re, sotto la pressione dell’Inghilterra, che avrebbe fatto apparire re Ferdinando come un despota sanguinario.

 

Il re, invece, non volle essere complice del lavaggio del cervello mazziniano che quei ragazzi avevano subito, facendone inutili martiri. Con la spedizione di Sapri appare sempre più evidente la presenza dell’Inghilterra nel progetto di invasione e unificazione dello Stivale: due erano i marinai inglesi presenti nella spedizione di Pisacane, inglesi furono le domande di grazia per i rivoluzionari (accettare da re Ferdinando II), inglesi erano i soldi usati per finanziare la spedizione (fatti passare dalla banca di Livorno grazie alla mediazione di Adriano Lemmi, gran maestro della massoneria qualche anno dopo) e inglese, in seguito, la nave da guerra che difenderà l’avanzata dei Mille di Garibaldi.

 

Se parlare del sedere della Spigolatrice, che tanti giudicano pornografico, servirà a riportare l’attenzione sulla nostra storia, non ne vedo un dramma. E se da domani i ragazzi, passando per Sapri, si faranno un selfie davanti (anzi, dietro) la Spigolatrice, magari taggandola su Instagram, in tutto il mondo si chiederanno chi sia, chi fosse e perché è lì. E se la nostra storia venisse conosciuta anche attraverso un paio di natiche, non sarebbe certo la prima volta.