Friuli Venezia Giulia: Riflessioni autunnali

Da quanto si è visto finora, alcuni assessori si stanno muovendo positivamente, altri non si capisce che cosa stiano facendo

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A qualche mese dall’avvio della nuova legislatura, i primi segni di cambiamento a favore del del Presidente della Regione FVG che riguardo la proroga della concessione dell’A4 si è prodigato più di chi lo ha preceduto. Infatti sul rinnovo della concessione, grazie anche all’azione congiunta con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nei confronti degli uffici ministeriali, pare sia riuscito a  farla uscire dalle secche burocratiche in cui si era incagliata, portandola sul tavolo della Commissione europea. Così facendo, forse è giunto alla svolta decisiva dipanando lo stato confusionale precedente.

Il secondo argomento preso in attenta considerazione dal governo regionale è quello delle Uti con una prima azione legislativa che ha rimesso sullo stesso piano di trattamento contributivo tutti i Comuni, in precedenza discriminati. Potrebbe pure essere positiva l’idea, ufficializzata dal Presidente, di ridurre l’eccessivo numero delle Uti trasformandole in quattro o cinque Cantoni con l’elezione diretta degli organi direttivi. È auspicabile, però, che l’idea del Presidente, pur apprezzabile, sia più innovativa magari individuando ambiti territoriali che si attaglino alle effettive esigenze della comunità senza ripercorrere confini geografici antichi, forse oggi obsoleti, come quelli delle Province.

Anche in tema si sanità si è iniziato a metter mani alla predisposizione della riforma sanitaria con l’obiettivo di aumentare l’efficienza al sistema, correggendo le notevoli storture dell’attuale normativa. Si tratta di un altro segnale di speranza indice di una forte volontà politica di migliorare le condizioni sia per il livello territoriale sia per quello ospedaliero. È senz’altro necessario destrutturare la visione precedente riportando l’organizzazione ospedaliera coerente con i flussi storici legati alla geografia del territorio, evitando illogiche e insensate trasmigrazioni come accade oggi con il Codroipese legato alla Carnia e la Bassa Friulana al Goriziano.

Purché la nuova riforma risponda alle effettive esigenze, sentendo le parti interessate, è bene non avere fretta e non lamentarsi  nel caso venisse varata tardi, anche a marzo.

In conclusione, da quanto si è visto finora, alcuni assessori si stanno muovendo positivamente, altri non si capisce che cosa stiano facendo al di là di qualche uscita sulla stampa più per smania di visibilità che per espressione di concretezza.

Vedremo, quindi, quale sarà la reale operatività della Regione tra qualche tempo, così come per l’opposizione che per ora pare essere ancora in rodaggio.