Friuli Venezia Giulia: Su, datevi da fare!

Di fronte a una immeritata vuotezza che stiamo subendo, anche i commentatori si trovano a dover inventare gli argomenti per poter animare il dibattito locale.

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È trascorso un tempo adeguato dell’attività del Governo Fedriga per trarne alcune valutazioni politiche. Il lavoro svolto dalla giunta e dal consiglio regionale non sono molto rassicuranti per i provvedimenti legislativi licenziati. Infatti, l’unica legge di riforma sfornata dal consiglio è quella sanitaria che non sembra essere ben accettata. Forse perché alla riforma mancano i provvedimenti di programmazione a essa collegati e per questa ragione non rimane altro che aspettare ancora qualche tempo. Ma quello che più preoccupa e che rende la struttura sanitaria in una situazione di impasse è la evidente carenza di gestione del sistema che la rende preoccupantemente ingessata. A ciò si aggiungano nuove imposizioni di norme nazionali che creano ulteriori difficoltà al comparto. Ma, ciò nonostante, non si notano azioni politiche della Regione verso il governo nazionale, nonostante che la nostra sanità abbia autonomia finanziariamente e organizzativa.

Poi, il Consiglio ha varato la finanziaria per il 2019 che non ha particolari innovazioni se non l’avvio di un piano di investimenti pubblici finanziati con nuovi mutui per trecento milioni di euro nel triennio e una piccola previsione di quattro milioni e mezzo di euro per la riduzione dello Irap alle attività produttive della zona montana. Oltre a questo null’altro di significativo ma solo ordinaria amministrazione. Forse le altre riforme si vedranno nel corso di quest’anno a partire dalle ex Uti che probabilmente saranno sostituite da nuovi organismi più efficienti. Ma, ad ora, non è dato poter valutare se non il dibattito in atto dal quale però emerge conflittualità tra gli amministratori per il modo disordinato con cui è stato impostato dalla Regione.

Comunque questo abbassamento di tono politico può avere più cause. La prima che siamo tutti storditi continuamente da quello che avviene a livello romano, non c’è nessuna quiete, ogni giorno se ne sentono e se ne vedono di nuove. Un secondo motivo è dato da una dimensione politica regionale che pare essere sopita, non c’è allo stato attuale nessuna condizione che faccia ben sperare per l’energia e per la forza che impone allo sguardo di un nostro concittadino regionale; le opposizioni sono sempre in uno stato narcotico, alla ricerca di un equilibrio interno che pare essere completamento smarrito; certo non è entusiasmante il quadro di riferimento governativo regionale, perché se da un lato Fedriga e un paio di assessori cavalcano costantemente le scene politiche e danno indicazioni più o meno precise, il complementare a questi tre è completamente assorto in una attività senza che abbia visibilità, che sia tangibile, confrontabile e concreta.
Quindi che vi sia uno sconforto generale è ben giustificato.

Di fronte a una immeritata vuotezza che stiamo subendo, anche i commentatori si trovano a dover inventare gli argomenti per poter animare il dibattito locale.
Ciò nonostante, accreditiamo a tutti ancora una buona dose di fiducia perché sappiano ridestare lo spirito politico, senza il quale, qualsiasi comunità sarebbe destinata a uno spiacevole naufragio.

Su, datevi da fare!