Giovanni Tria: “siamo di fronte a un rallentamento della crescita europea”

Si è fermata la Germania e di conseguenza si è fermata la parte più produttiva dell’Italia

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Al Festival dell’economia civile in corso a Firenze, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ha dichiarato che: “Siamo di fronte – ha detto il titolare del Mef – a un rallentamento della crescita in tutta Europa. Si è fermata la Germania e di conseguenza si è fermata la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta. Ora siccome l’Italia da anni cresce un punto in meno degli altri paesi europei noi ci avviamo verso lo zero mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento“.

La fase della globalizzazione che stiamo vivendo è “caratterizzata dalla iperconnettività, che ha portato alla polarizzazione della crescita e all’aumento delle disuguaglianze economiche. L’impatto di una crescita così squilibrata si ha nei Paesi, non c’è stabilità finanziaria senza stabilità sociale”.

Il ministro è intervenuto anche sul dibattito relativo a quali debbano essere i limiti e le funzioni della nuova commissione d’inchiesta sulle banche fortemente voluta dai Cinquestelle che ora premono per Gianluigi Paragone presidente. Secondo Tria: “attaccare il sistema del credito italiano, mettere in dubbio la sua solidità ma anche la sua resilienza e porre un sospetto su questo, significa avallare una delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà”. Una condotta che contribuisce a “minare l’interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione bancaria”.