Donne in politica e lavoratrici digitali nella UE

Anche se c’è ancora tanta strada da fare, il Parlamento europeo si è occupato costantemente negli ultimi anni del tema della parità di genere

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Carissime, carissimi,

pochi lo sanno ma la prima programmatrice di computer al mondo si chiamava Ada Lovelace Byron.  Durante la prima metà dell’Ottocento, fu lei a rendere programmabile la “macchina analitica” e a prefigurare il concetto di intelligenza artificiale.

Purtroppo però poi la storia della tecnologia digitale è stata una storia essenzialmente di uomini, una tendenza che sta cambiando ma troppo lentamente, vista la centralità del mondo tecnologico.

Le tecnologie informatiche offrono enormi possibilità per le donne e per la parità di genere, ma insieme alle possibilità ci sono anche molti rischi. Si pensi ad esempio al cyberbullismo sessista.

Si tratta di tematiche molto importanti su cui al Parlamento europeo a Bruxelles abbiamo voluto confrontarci con le protagoniste e le esperte del mondo digitale italiano e europeo, per raccoglierne le idee, i suggerimenti e le critiche.

Da questo confronto, è nato insieme a Gianna Martinengo e molte altre, l’instant book “Women & Digital Jobs in Europe” 2018, che abbiamo presentato questa settimana agli Uffici del Parlamento europeo a Milano e che vi invito a leggere.

Di seguito il link dove scaricarlo:

Women & Digital Jobs in Europe (pdf)

Tuttavia, dalle numerose pubblicazioni curate dal Parlamento europeo si evince che le donne rimangono ancora largamente sottorappresentate nei Parlamenti e negli organismi governativi degli Stati membri.

Solo 6 dei 28 parlamenti nazionali nell’UE sono guidati da donne e sette parlamentari su dieci nei parlamenti nazionali dell’UE sono uomini.

La mancata partecipazione non è propria solo del mondo della politica, purtroppo.

Penso al fenomeno del “soffitto di cristallo”, una realtà nel mondo imprenditoriale, con solo il 6,3 % delle posizioni di amministratore delegato nelle principali società quotate dell’UE ricoperto da donne.

C’è anche qualche segnale positivo: il tasso di occupazione femminile nell’UE ha raggiunto il picco storico del 66,4 % nel 2017, ma la situazione varia da uno Stato membro all’altro e l’Italia non è certo un’eccellenza.

Anche se c’è ancora tanta strada da fare, il Parlamento europeo si è occupato costantemente negli ultimi anni del tema della parità di genere, promuovendo molte risoluzioni e direttive. Tra queste, di particolare importanza, è quella (mancano ancora pochi passaggi formali, ma a marzo sarà definitiva) sull’equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare.

Naturalmente anche io, in prima persona, ho seguito tutti questi temi. In particolare, una battaglia che sto facendo ma che ancora non siamo riusciti a vincere, è quella per una vera e propria direttiva europea per contrastare la violenza contro le donne, perché in molti stati membri questo reato non è previsto.

Se volete approfondire queste tematiche, potete scrivermi e manderò i relativi testi su cui il Parlamento europeo sta lavorando.

Intanto, sperando sia di vostro interesse, vi mando il rapporto “Women in politics in the EU: State of play” e il riassunto grafico della situazione attuale delle Donne nei Parlamenti, oltre al link del libretto “Women & Digital Jobs in Europe”.

Un caro saluto,

Patrizia Toia (Parlamentare europeo)