GOVERNO E MIGRANTI NELLE PAROLE DEL PAPA.

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Nell’interpretazione della maggioranza è stata “dimenticata” la parte dell’intervento che Francesco ha dedicato al dovere di salvare la vita dei migranti. Comunque, tra i molti problemi non c’è al primo posto la questione dei migranti, ma piuttosto l’emergenza energetica, il caro-bollette, l’inflazione e l’aumento generalizzato dei prezzi.

 

Massimo De Simoni

 

È sempre rischioso interpretare le parole del Papa, ma evidentemente non la pensano tutti così. E infatti quando ancora non era sceso dall’aereo di ritorno dal viaggio apostolico nel Bahrein è iniziata la fiera delle interpretazioni di alcune parole dette dal Papa; ma solo di alcune, badate bene!

 

Gli ambienti governativi hanno subito enfatizzato gli auguri rivolti al nuovo governo-Meloni, interpretando –  volutamente e non sicuramente in buona fede – la cortesia istituzionale come un elemento di condivisone di impostazioni politiche presenti e future.

 

Che l’interpretazione sia stata piegata ad interessi di parte è palesato dal fatto che è stata invece “dimenticata” la parte dell’intervento che Francesco ha dedicato al dovere di salvare la vita dei migranti, accogliendoli ed integrandoli nelle nostre comunità; accogliere chi fugge dalla fame e dalla guerra, tutti e indipendentemente dal colore della pelle o dal luogo di provenienza. Ma questa parte crea (ovviamente) più di qualche imbarazzo ad un governo che, mentre il Papa parlava, teneva bloccate nei porti italiani delle navi con a bordo uomini, donne e bambini; e allora meglio fermarsi agli auguri di buon lavoro al nuovo governo, trascurando peraltro il fatto che quegli auguri erano rivolti al nostro Paese affinché possa vedere risolti i problemi che angosciano ora le famiglie italiane.

 

Tra questi problemi, giova ricordarlo, non c’è al primo posto la questione dei migranti, ma piuttosto l’emergenza energetica, il caro-bollette, l’inflazione e l’aumento generalizzato dei prezzi che sta minacciando famiglie e imprese. Ma purtroppo anche questa volta sta prevalendo la tentazione di fare teatro e propaganda sulla pelle dei più deboli del mondo. Che triste spettacolo!