Gregori: ascolto e confronto per ridare centralità alla città di Roma

Su Roma si deve avere l'obiettivo di rifondare il modello di lavoro, rivoluzionando al contempo il modo di fare politica.

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Su Roma si deve avere l’obiettivo di rifondare il modello di lavoro, rivoluzionando al contempo il modo di fare politica. Il principio da cui si deve partire è semplice: chi amministra una città, deve conoscerne a fondo ogni aspetto. Oggi viviamo troppo spesso di slogan.

Si deve partire dalla promozione e dal supporto dell’elaborazione di ricerche, analisi, studi e proposte condivise con i maggiori attori economici, sociali e politici della capitale, per avere una visione della città completa e più vicina alle reali esigenze dei cittadini. Non esiste buona politica senza una buona preparazione. Ci sono amministratori, anche all’opposizione ed al governo di alcuni Municipi, oltre a tante realtà civiche, dell’associazionismo, del mondo imprenditoriale e universitario, che hanno le competenze giuste per aiutarci a ripartire.

Dobbiamo mettere a sistema queste energie, ovvero metterci tutti al servizio, con idee e progetti vincenti. Roma prima di tutto. E costruire insieme una nuova visione della nostra città, che torni ad attrarre persone e imprese da tutto il mondo. Parliamo del salva Roma, oppure di come Roma può tornare centrale e salvare il nostro Paese?

Si deve partire dall’ascolto e dal confronto, per arrivare alla profonda conoscenza di cosa è importante per la città, punto di partenza per riprogettare, ed offrire al contempo una vera idea di futuro. Per il miglioramento dell’amministrazione capitolina, con le sue tante specificità, bisogna essere in grado di offrire una gestione della cosa pubblica adeguatamente modulata.

Questa deve essere interpretata e sostenuta da parte dei componenti degli organi più prossimi ai territori. Per questo i Municipi di Roma vanno resi maggiormente partecipi nella vita amministrativa della città, troppo spesso in ostaggio dei soffocanti limiti posti alle loro ristrette competenze. Gli enti municipali hanno un costo elevato, e ricoprono un numero limitato di competenze. Bisogna invece che questi ultimi possano incidere e siano messi nelle condizioni di poter fare, prima di ogni cosa.

Per questo a Roma serve una riforma amministrativa e occorrono più poteri e più risorse. Per questo Roma deve essere trattata come la vera Capitale europea, a livello nazionale, dando la giusta importanza al suo rilancio, affinché possa incidere e rigenerare l’intero paese, tornado ad essere la vetrina d’Europa.