Hanno scordato la volpe

Purtroppo, da quello che si vede e dagli atti prodotti, il Governo nazionale sembra più orientato a far la parte del leone, scordandosi di mettere in pratica la seconda figura citata dal grande filosofo fiorentino. 

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In questi tempi, l’impegno del Governo nazionale è più rivolto a mantenere ben saldo il braccio di ferro con la Commissione Europea piuttosto che dare attenzione a una finanziaria che garantisca sviluppo economico e lavoro.

Questa è una vicenda che va avanti da qualche mese, che preferisce alla mediazione e al dialogo, la durezza del Governo a non toccare neanche di “mezzo millimetro” la manovra, convinto che così com’è, aiuterà il Paese. Incurante delle posizioni contrarie di tutti gli organismi finanziari, prosegue imperterrito con la manovra, disinteressato alla procedura d’infrazione che la Commissione europea avvierà. Il Governo sembra non comprendere che la procedura d’infrazione equivarrà  a un atto giudiziario di precetto, con la conseguenza che gli investitori si terranno ben lontani dai nostri mercati finanziari creando ulteriori difficoltà al Paese.

La condizione politica in cui ci ha cacciato il duo SalviMaio sta producendo effetti negativi come il costo salatissimo di interessi che lo Stato dovrà pagare per l’aumento delle spread. Ne è un esempio anche l’ultima emissione di titoli pubblici che il mercato ha acquistato, ma che ha comportato un altro salasso d’interessi di ulteriori 1,5 miliardi di euro che sommati ai precedenti sono diventati più di cinque.

Si vede che i due vice Presidenti hanno più la tendenza a illuminare una qualità e a far annebbiare la seconda qualità che già un grande italiano aveva messo in rilievo quando parlava del politico; costui diceva che il saggio politico deve essere nel contempo leone ma anche volpe, che l’una qualità senza l’altra non potesse dare il frutto desiderato. Il pensatore a cui faccio riferimento è Nicolò Machiavelli.

Purtroppo, da quello che si vede e dagli atti prodotti, il Governo nazionale sembra più orientato a far la parte del leone, scordandosi di mettere in pratica la seconda figura citata dal grande filosofo fiorentino.

Per qualche istante sicuramente molti penseranno che il leone, vale a dire la forza e il dominio possa far grande presa e possa averla anche vinta ma così non potrà mai essere, senza l’ausilio della volpe. Qui, con il comportamento dell’attuale Governo, siamo agli antipodi della mitica figura di Giulio Andreotti che avrebbe invece anteposto la volpe al leone ma conservando il leone. Purtroppo, questi tempi magri, offrono una politica poco avvezza alla comprensione della complessità della politica stessa e se oggi mostrano il bicipite gonfio, domani tutti noi italiani, a causa di ciò, pagheremo salatamente una forza cieca di astuzia. C’è ancora un passaggio da fare prima di approvare la manovra e cioè, che siano clementi i due rami del Parlamento, che sappiano fare ciò che oggi i due luogo tenenti in pectore hanno negato: rimodulare con emendamenti la manovra finanziaria.