I Comuni d’Italia stritolati dal debito

747 anime e casse vuote

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Articolo già apparso sulle pagine di My Pegaso

747 anime e casse vuote. Esino Lario, paesino in provincia di Lecco, è stato messo in vendita dal suo Sindaco stremato dagli inutili tentativi di far quadrare i conti. Tra gli articoli in offerta sul sito vendesiesino.it, figura il cartello “Benvenuti a Esino Lario” a 1250 euro, la panchina a 280 euro, il Municipio a 200 mila euro e così via. C’è ben poco da scherzare. Il default finanziario accomuna piccoli e grandi Comuni italiani stritolati dal peso dell’ingente debito pubblico.

Qualche anno fa Carlo Cottarelli – commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, passato alle cronache come “Mister Forbici” quale incaricato al taglio degli sprechi – propose la fusione di parte degli 8.000 Comuni al fine di renderne più facile il coordinamento. D’accordo, tanti inspiegabili sprechi nelle amministrazioni comunali vanno eliminati. Ma qui si tratta di ben altro. Qui si tratta di correggere una montagna debitoria – 2316,7 miliardi di euro, pari al 132% del pil – del 22% superiore al picco raggiunto nella Seconda Guerra Mondiale (Fonte: Studio Ambrosetti). Senza una politica economica adeguata all’emergenza il Belpaese rischia grosso. E tra non molto gli Esino Lario italiani potrebbero moltiplicarsi.