I Ricercatori baresi scoprono la molecola per la cura dell’osteoporosi

Una molecola prodotta naturalmente dai muscoli, l’Irisina, utile a prevenire e curare osteoporosi e atrofia muscolare.

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Una molecola prodotta naturalmente dai muscoli, l’Irisina, utile a prevenire e curare osteoporosi e atrofia muscolare. E’ la scoperta dei ricercatori baresi Maria Grano e Giorgio Mori che questa mattina hanno ricevuto in Comune una targa di riconoscimento per meriti scientifici. All’incontro, promosso dalla commissione Culture, Turismo, Marketing territoriale e Sport, sono intervenuti l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, il presidente della commissione  Giuseppe Cascella, il prorettore di Uniba Angelo Vacca e i componenti del team di ricerca.

Il test del funzionamento dell’ormone si è svolto nello spazio. I campioni sono stati inviati a bordo della capsula Dragon, decollata il 2 aprile scorso dal Kennedy Space Center della NASA, a Cape Canaveral. I ricercatori, con i campioni tornati sulla terra, si sono recentemente recati nella base dell’European Space Agency (ESA) di Noordwijk, in Olanda in modo da analizzare gli effetti indotti dalla microgravità.

“L’amministrazione – ha detto Giuseppe Cascella – da tempo è estremamente sensibile e attenta al lavoro svolto dai ricercatori baresi, che con le loro scoperte scientifiche danno lustro alla nostra città in tutto il mondo. Oggi premiano il professor Mori e la professoressa Grano per i prestigiosi studi internazionali di prevenzione dell’osteoporosi e dell’atrofia muscolare, legati alla sperimentazione della molecola Irisina: ricerche che hanno un valore enorme perché tutti noi abbiamo un parente o un conoscente affetto da queste patologie, e sappiamo quanto sia costosa e impegnativa per i pazienti e le famiglie la riabilitazione necessaria”.

“L’Università di Bari – ha sottolineato Angelo Vacca – è grata a questi due scienziati per aver individuato le proprietà di una molecola, l’Irisina, che migliorerà nettamente la qualità della vita dei pazienti. Questa sostanza previene l’osteoporosi grazie alla stimolazione degli osteoblasti, riducendo il tasso di fratture patologiche nelle quali incorrono molti individui ultrasessantenni. La molecola è stata già brevettata a livello europeo, quindi a breve si dovrebbe arrivare alla sua  produzione e commercializzazione”.