I simpatici 5 stelle. Sono capaci, dunque sono capaci di tutto.

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Il trasformismo del M5S è sotto gli occhi di tutti, non c’è da stupirsene. È sorprendente, allora, come faccia il Pd ad individuare nei 5 stelle – ormai noti a livello politico – il perno di una prospettiva democratica, riformista e progressista per il nostro paese.

Diceva, tanti anni fa, Carlo Donat-Cattin ad alcuni suoi compagni di partito a cui non stava particolarmente simpatico, che questi sono capaci, capacissimi, capaci di tutto. Ecco, in questa simpatica, secca ma essenziale battuta, sferzante eppur efficace, si riassume lesperienza politica e cabarettistica del partito dei 5 stelle in questi anni.

Lelenco delle cose dette, giurate, urlate, scritte e promesse per anni in tutte le piazze italiane e in qualsiasi luogo pubblico sono saltate tutte. Ma proprio tutte. Credo sia inutile ricordarle talmente sono note e conosciute dagli italiani. Da qui la prudenza necessaria sui sondaggi che vengono sfornati a getto continuo sul reale peso elettorale dei 5 stelle. E questo perchè un conto è ciò che dicono i sondaggi; tuttaltra cosa ciò che dicono, invece e al contrario, le urne in questi ultimi tempi. E le recenti elezioni amministrative, al riguardo, sono state un esempio persin troppo calzante. E, di conseguenza, persin inutile da commentare: da Torino a Milano, da Bologna a Napoli a Trieste. Numeri troppo chiari per approfondirli ulteriormente.

Ora, però, per fare un ulteriore passo in avanti, manca lultimo tassello di questo simpatico mosaico grillino. Lultimo baluardo, lultima trincea da cui non si può transigere. E cioè, un no secco ed irremovibile al voto anticipato. Da Conte a Gigino Di Maio, dalla Taverna alla schiera dei ministri e sottosegretari. Per non parlare di quelli che non torneranno più in Parlamento, cioè tutti i peones. Un no al voto anticipato per la ripresa del paese e la sua crescita, come ovvio e scontato. E quindi, no no e ancora no al voto anticipato. Motivo? Banalissimo. Garantire i lauti stipendi sino allultimo giorno utile e maturare il deprecato vitalizio che scatta, per questa legislatura, solo nel settembre 22…

Ammettiamolo, sono simpatici. Del resto, era persin troppo facile prevedere – ma i demagoghi e i qualunquisti professionisti hanno cavalcato, purtroppo e come sempre, per molti anni questa onda populista: dai giornalisti agli editorialisti dei grandi organi di informazione, da molti talk televisivi ai cosiddetti intellettuali e politologi progressisti… e la schiera è, comunque sia, lunghissima – che i pionieri del populismo anti politico, manettaro, giustizialista e demagogico si sarebbero trasformati, in pochissimo tempo, nei difensori acerrimi della casta, dei suoi privilegi, dei suoi benefici e del suo status. E così è puntualmente stato.

E sin qui è tutto normale. Cioè tutto secondo copione. Quello che stupisce è un solo fatto. Di natura squisitamente politica. Come faccia il Pd, partito di potere e governista per eccellenza, ad individuare nei 5 stelle – che ormai tutti sanno cosa realmente sono a livello politico, compreso il trasformismo e lopportunismo parlamentare – il perno decisivo per dare una prospettiva democratica, riformista e progressista al nostro paese. Sono, appunto, questi i misteri della politica italiana. Ma, come diceva giustamente Carlo Donat-Cattin, questi sono capaci, capacissimi, capaci di tutto.