Il Brasile sceglie il nero Bolsonaro

La vittoria di Bolsonaro porta l'estrema destra al potere in Brasile

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Subito dopo aver vinto, con un clamoroso 55%, Bolsonaro si è rivolto ai suoi compatrioti su Facebook, ha pregato con la sua famiglia ed è apparso in televisione senza menzionare il suo avversario. Così si conclude una campagna caratterizzata dalla tensione, dalla disinformazione sui social network e soprattutto, dagli atteggiamenti antidemocratici di Bolsonaro.

Con questo stile da uomo duro si trionfa in questo momento, così come è stato per gli Stati Uniti con Trump, l’Ungheria con Orban, la Russia con Putin, le Filippine con Duterte, la Turchia con Erdogan e l’Italia con Salvini.

Una metastasi che si sta diffondendo nel mondo e che nasce, come è stato per altri stati, dall’incertezza di un paese che iniziava a lasciarsi la recessione alle spalle, ma che era ancora ben lontano dall’entrare saldamente nella ripresa . Se dieci anni fa era cresciuto al 7% e solo quattro anni fa vantava la piena occupazione, ora ha quasi 13 milioni di disoccupati, il 12,1%.

“Tutti insieme cambieremo il destino del Brasile”, ha detto il vincitore dell’elezione ai suoi otto milioni di follower in FB. “Non possiamo continuare a flirtare con il socialismo, con il comunismo, il populismo o l’estremismo di sinistra”. Il futuro presidente ha assicurato, comunque, che il suo governo sarà “costituzionale e democratico”.

Immediata la reazione di Salvini: “Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”