il Centro di accoglienza di Laives un simbolo di integrazione

I Paesi di provenienza sono in maggioranza Bangladesh, Pakistan, Nigeria e Gambia ma vi sono anche persone provenienti da Nepal, Senegal, Togo, Tunisia, Iraq e Costa d’avorio.

26

A poco più di un anno dalla sua apertura il Centro di accoglienza di Laives, gestito dalla cooperativa sociale “River Equipe” in collaborazione con l’Associazione Volontarius, ha raggiunto l’ambito traguardo della “piena occupazione”. Infatti tutti i 52 ospiti della struttura, coordinata da Fabrizio Bissacco, svolgono un lavoro o stanno seguendo corsi professionalizzanti.

Il bilanco positivo della struttura è la dimostrazione di come i piccoli centri accoglienza nelle piccole realtà locali hanno un successo più immediato nell’inclusione sociale delle persone richiedenti asilo.

Attualmente a non essere impiegate sono quindici persone che fino a poco tempo fa abitavano nei centri accoglienza di Bolzano e sono giunte solo da pochi giorni in quello di Laives. Sono loro le persone che hanno partecipato alla coltivazione dell’orto nel cortile della struttura, progetto realizzato in collaborazione con le scuole agrarie di Laimburg e di Laives.

Prossimamente, al termine della stagione agricola, 24 persone saranno occupate in corsi del Fondo Sociale Europeo. Si tratta di iter formativi per aiuto cuoco, logistica e magazzino e cura del verde. Si tratta  – spiegano – di corsi di perfezionamento professionalizzanti che avranno la durata complessiva di cinque mesi, suddivisi in diversi moduli tra i quali sono previsti stage e tirocini presso le aziende locali.

Altri hanno partecipato al progetto “hamet2f”, organizzato dalla Provincia con la collaborazione della cooperativa sociale “Akrat”, con l’obiettivo di valutare le competenze specifiche di ogni singolo migrante per poterlo inserire al meglio in un percorso individuale di integrazione.

I Paesi di provenienza sono in maggioranza Bangladesh, Pakistan, Nigeria e Gambia ma vi sono anche persone provenienti da Nepal, Senegal, Togo, Tunisia, Iraq e Costa d’avorio. Un’attenzione particolare viene dedicata dall’equipe del Centro al “percorso formativo delle persone ed alle capacità evidenziate nel corso delle varie attività svolte”.