Il Giappone ha scelto il suo nuovo Premier. La nota dell’ISPI.

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Fumio Kishida è stato eletto a sorpresa nuovo leader del partito di maggioranza: si appresta a diventare il nuovo premier del Giappone.

 

(Axel Berkofsky)

 

Sarà Fumio Kishida, ex ministro degli Esteri giapponese, il prossimo premier giapponese. Kishida è stato eletto presidente del partito conservatore (Ldp) di maggioranza, battendo a sorpresa Taro Kono, il popolare ministro responsabile della campagna vaccinale. Sarà quindi sempre Kishida a guidare il partito alle elezioni del prossimo novembre, diventando con ogni probabilità il prossimo premier nipponico, il terzo in poco più di un anno. Succederà infatti a Yoshihide Suga, subentrato a Shinzo Abe nel settembre 2020, e dimessosi dopo che le sue fortune politiche sono state rovesciate dalla gestione della pandemia di Covid-19 e la decisione – portata avanti nonostante le perplessità dei sanitari e la contrarietà di buona parte dell’opinione pubblica giapponese – di tenere le Olimpiadi di Tokyo2020 nel paese. Tra le priorità che il governo di Kishida si troverà ad affrontare, quella di rilanciare un’economia colpita dalla pandemia, cercando di far fronte ad una Cina sempre più assertiva nella regione ma al tempo stesso importante vicino e partner commerciale. Prima del voto Kishida ha sottolineato la necessità di un dialogo con Pechino ribadendo, al contempo, il mantenimento di “stretti legami” con Taiwan, l’isola indipendente che la Cina rivendica come parte integrante del proprio territorio.

 

Un partito decisionista?

 

Dopo un sostanziale pareggio al primo turno, Kishida ha ottenuto una vittoria piena al ballottaggio, conquistando 257 voti contro i 170 in favore di Kono. Al secondo turno di votazioni partecipavano i parlamentari dell’Ldp e i rappresentanti delle 47 prefetture del Giappone. Come sottolinea Guido Alberto Casanova, “per la vittoria di Kishida è stato fondamentale il sostegno dei vertici del partito” molti dei quali vedevano in Kono “un candidato troppo anticonformista, ad esempio su nucleare e sistema pensionistico” e hanno quindi preferito sostenere l’ex ministro degli Esteri. Kishida sarà nominato nuovo primo ministro del Giappone da una sessione speciale della Dieta nazionale (Parlamento) il prossimo 4 ottobre, e poi nominato formalmente dall’imperatore Naruhito. Quindi annuncerà la composizione del suo gabinetto in cui, sono molti a scommettere, i pesi massimi del partito rimarranno al loro posto. Kishida guiderà quindi il partito alle elezioni nazionali, che devono tenersi entro il 28 novembre. L’attuale legislatura scade infatti il 21 ottobre e le elezioni devono svolgersi entro 40 giorni dallo scioglimento della camera bassa. Supponendo che – come ampiamente previsto dagli osservatori – l’Ldp mantenga la maggioranza, Kishida sarà quindi nominato premier. Dovrà raccogliere la sfida di completare il controverso programma di vaccinazione nazionale e guidare la ripresa post-pandemica della terza economia del mondo.

 

Chi è Fumio Kishida

 

Considerato un politico affidabile ma di scarso carisma, Fumio Kishida aveva già provato a farsi strada verso la leadership del partito conservatore che guida il Giappone praticamente dagli anni ’50, salvo brevi parentesi, e che tuttora detiene la maggioranza nelle due Camere. Da molti considerato il potenziale successore di Shinzo Abe, Kishida si era infatti candidato alla sua successione già un anno fa, ma non era riuscito a superare le resistenze della ‘vecchia guardia’ del partito, che gli aveva preferito Yoshihide Suga. Nel presentare la sua candidatura, Kishida ha annunciato politiche volte a ridurre le disparità economiche e sociali che l’emergenza sanitaria nell’ultimo anno e mezzo ha aggravato. A questo riguardo l’ex dirigente del partito ha dichiarato che un piano di stimolo economico sarà varato entro la fine dell’anno per mitigare gli effetti della pandemia sull’economia nipponica. Nel discorso pronunciato subito dopo l’annuncio della vittoria, Kishida ha fatto riferimento all’unità del partito in vista delle consultazioni politiche nel breve e medio termine. “Sarò il presidente di tutto il partito”, ha annunciato, e “comincerò a lavorare a tutta velocità per un futuro luminoso per il Giappone”.

 

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